"Bloggopolis"

La Piazza delle Idee nella Città del Dialogo

Le idee sono il motore di una realtà che vive e respira al di là della nostra sola mente. Ecco allora spuntare Bloggopolis, uno spazio contemporaneo per dar voce a una città saggia e antica che vuole parlare, dialogare e conversare del presente e del futuro. Una piazza in cui raccogliere, attraverso i vostri commenti, il 'sentiment' di una popolazione a volte silenziosa e timida, sicuramente generosa e propositiva. Una polis del nostro tempo, la cui piazza virtuale sia specchio di una città che ci sta a cuore. Piacenza ‘città comune’.


sabato 9 febbraio 2019

21 febbraio 2019 -MIGRANTI- incontro con Francesco Millione e Giorgio Romagnoni

DOPO IL DECRETO SALVINI SU IMMIGRAZIONE e SICUREZZA 

Piacenza Giovedì 21 febbraio alle ore 21 
Serra Palazzo Ghizzoni-Nasalli-via Gregorio X n.9 
Un incontro proposto da Cittàcomune a tutti gli interessati 

MIGRANTI 
oltre gli stereotipi e gli slogan elettoralistici

Anche il Mediterraneo e l’Europa sono attraversati dalla rapida circolazione di merci e persone, prodotta da dinamiche demografiche e inurbamento nel Sud del mondo, intrecciati a sanguinosi conflitti dalla Libia alla Siria. Mentre persiste l’incapacità di affrontare il nodo-migranti in sede comunitaria, in Italia si chiudono i porti a uomini donne e bambini in balia del mare e il recente Decreto Salvini su immigrazione e sicurezza (di dubbia legittimità costituzionale) mette in crisi il sistema dell'accoglienza operante da anni, blocca i processi di integrazione in corso e spinge verso l’irregolarità molti migranti. Vogliamo capire come effettivamente stanno le cose in Italia e a Piacenza, come stanno mutando coi provvedimenti del governo, come potrebbero migliorare anche in una prospettiva europea: lo facciamo con due operatori da anni impegnati sul campo. 

Ne discutono tra loro e coi presenti  
Francesco Millione Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio 
Giorgio Romagnoni Centro Astalli di Trento 

Francesco Millione è operatore socio-assistenziale presso la Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio. Da quattordici anni si occupa di educazione alla Mondialità, promozione di esperienze di volontariato per i giovani ed interventi di emergenza e solidarietà internazionale. Dal 2011 coordina l’accoglienza di profughi e richiedenti asilo nella nostra città e provincia. 
Giorgio Romagnoni è assistente legale di richiedenti asilo e rifugiati del Centro Astalli di Trento. Da studente universitario ha collaborato con Gioventù federalista europea, Azione cattolica, Fuci, Punto Europa, Libera contro le mafie e Osservatorio Balcani e Caucaso. Il suo sito di fumetti www.ilproblemadeglialtri.it si ispira agli insegnamenti di Don Milani e all'esperienza  di rete di cittadinanza attiva “Divieto di sosta”, vissuta in autogestione dal 2012.

sabato 19 gennaio 2019

31 GENNAIO 2019 - Europa oggi - incontro con Fabrizio Tonello

VERSO LE ELEZIONI EUROPEE 2019 

Piacenza Giovedì 31 gennaio alle ore 21 
Serra Palazzo Ghizzoni-Nasalli-via Gregorio X n.9 

Un incontro proposto da Cittàcomune a tutti gli interessati 


Che europei siamo e come potremmo diventare 

Europa oggi 

Economia politica e società, tra globalizzazione e conflitti 

Mentre nel Regno Unito si è arenata la Brexit, tra il 23 e il 26 maggio prossimi circa 400 milioni di europei di 27 paesi dell’Unione potranno recarsi alle urne per il rinnovo del Parlamento, in un contesto mondiale in cui sempre più si fanno sentire gli squilibri della globalizzazione. Anche il Mediterraneo e dunque l’Europa sono attraversati dalla rapida circolazione di merci e persone, prodotta da dinamiche demografiche e inurbamento nel Sud del mondo, intrecciati a sanguinosi conflitti in tutta l’area mediorientale, dalla Libia alla Siria. Nell'ultimo quinquennio, favorita dalla crisi economica e dal disagio sociale, è cresciuta l’onda nazionalista e xenofoba, alimentata in diversi paesi (a cominciare da Francia e Italia) dal cinico sfruttamento a fini elettoralistici interni del nodo migranti, anche a fronte dell’incapacità di affrontarlo in sede comunitaria. Si sono radicalmente modificati gli equilibri politici: da Parigi a Madrid a Roma, da Bruxelles a Berlino, i tradizionali partiti e schieramenti sono attraversati da una crisi profonda, mentre faticano a concretizzarsi proposte politiche con un respiro non più nazionale ma europeo. 

Ne parla e discute coi presenti Fabrizio TONELLO 

Fabrizio Tonello è attualmente professore di Scienza politica presso l’Università di Padova, dove tiene un corso sul sistema politico degli Stati Uniti e uno sulla politica estera americana dalle origini ad oggi. Ha lavorato e soggiornato a lungo in Francia e negli Stati Uniti, dove ha insegnato alla University of Pittsburgh e alla Columbia University. Tra i suoi numerosi libri ricordiamo: La politica come azione simbolica (Franco Angeli, 2003), Il giornalismo americano e Il giornalismo francese (Carocci, 2005 e 2006), Il nazionalismo americano (Liviana, 2007), La Costituzione degli Stati Uniti (Bruno Mondadori, 2010), L’età dell’ignoranza. È possibile una democrazia senza cultura? (Bruno Mondadori, 2012).  

giovedì 10 gennaio 2019

i quaderni piacentini - il film


i quaderni

 piacentini

il film documentario che sarà presentato
a Bologna 
venerdì 8 febbraio 2019

martedì 20 novembre 2018

C'è vita su Marx? - incontro conclusivo

PIACENZA via S. EUFEMIA 12 AUDITORIUM - FONDAZIONE 

Giovedì 29 novembre ore 21 – incontro conclusivo

C’È VITA SU MARX? 

Produzione e riproduzione del capitale e della forza-lavoro: il valore d'uso conoscitivo e politico del Capitale di Marx oggi 

Ne parla e discute con i presenti Riccardo Bellofiore

Riccardo Bellofiore è docente di Economia Politica all'Università di Bergamo. A partire da una continuamente rivisitata formazione marxiana, si occupa di storia e metodologia del pensiero economico, di macroeconomia monetaria e globalizzazione. Del 2006 (Unicopli) è La passione della ragione. Scienza economica e teoria critica in Claudio Napoleoni. Nel 2008 ha curato e introdotto per Bollati Boringhieri: Hyman P. Minsky, Keynes e l'instabilità del capitalismo. Ha poi pubblicato La crisi capitalistica: la barbarie che avanza, e La crisi globale: l'Europa, l'euro, la Sinistra (entrambi editi da Asterios 2012). Più recentemente ha curato (con Tommaso Redolfi Riva) le Ricerche sulla critica marxiana dell'economia. Materiali per la ricostruzione della teoria del valore di Hans-Georg Backhaus (Mimesis 2016), e la ristampa, con una sua nuova lunga introduzione, di Alfred Schmidt, Il concetto di natura in Marx (Puntorosso 2018). Il suo ultimo libro è Le avventure della socializzazione. Dalla teoria monetaria del valore alla teoria macro-monetaria della produzione capitalistica (Mimesis, 2018). 


C’È VITA SU MARX
Cittàcomune ha proposto cinque incontri sulla vita e l’opera del primo e più importante teorico del comunismo, nel bicentenario della nascita

venerdì 16 novembre 2018

ANTROPOLOGIA E NATURA NELL’OPERA DI MARX

C’È VITA SU MARX? 
Cittàcomune propone cinque incontri sulla vita e l’opera del primo e più importante teorico del comunismo, nel bicentenario della nascita 


PIACENZA via S. EUFEMIA 12 AUDITORIUM - FONDAZIONE 
Lunedì 19 novembre ore 21 - quarto incontro
 ANTROPOLOGIA E NATURA NELL’OPERA DI MARX 
Ripensare la proposta di socializzazione marxiana alla luce della socializzazione attuale del Capitale


Ne parla e discute con i presenti Roberto Finelli 

Roberto Finelli insegna Storia della filosofia all’Università di Roma Tre e dirige la rivista on-line “Consecutio temporum. Hegeliana. Marxiana. Freudiana”, che ben sintetizza i suoi interessi, a lungo praticati nello studio sugli originali tedeschi e nell’esercizio della traduzione. Tra i suoi libri: Un parricidio mancato. Hegel e il giovane Marx (Bollati Boringhieri 2004) e Un parricidio compiuto. Il confronto finale di Marx con Hegel (Jaca Book 2014). Negli ultimi anni ha curato e introdotto per Newton Compton una nuova traduzione di alcune delle opere più significative di Sigmund Freud. In libreria in queste settimane: Marx uno e bino (Jaca Book) e Per un nuovo materialismo. Presupposti antropologico ed etico-politici (Rosenberg & Sellier). 

Gli incontri sono aperti a tutti gli interessati

sabato 10 novembre 2018

Marx epistemologo

C’È VITA SU MARX? 
Cittàcomune propone cinque incontri sulla vita e l’opera del primo e più importante teorico del comunismo, nel bicentenario della nascita 

PIACENZA via S. EUFEMIA 12 AUDITORIUM - FONDAZIONE 
Giovedì 15 novembre ore 21 - terzo incontro

MARX EPISTEMOLOGO 


Il dibattito novecentesco sulle scienze e il metodo marxiano di indagine sul mondo e sull'agire umano nel mondo 


Ne parla e discute con i presenti 
Fabio Minazzi 

Fabio Minazzi insegna Filosofia della Scienza all'Università  dell’Insubria. Allievo e studioso di Geymonat, ha approfondito la lezione di Giulio Preti, tra filosofia della scienza e tensione etico-civile. Tra i molti suoi libri: L'onesto mestiere del filosofare. Studi sul pensiero di Giulio Preti; e Il flauto di Popper. Saggio critico sulla «New philosophy of science» e la sua interpretazione di Galileo (Franco Angeli 1994 e 95); Contestare e creare. La lezione epistemologico-civile di Ludovico Geymonat (La città del Sole 2006), Filosofia della Shoah. Pensare Auschwitz: per un'analitica dell'annientamento nazista (Giuntina 2006). Tra i libri più recenti: Suppositio pro significato ultimato (Mimesis, 2011) e Mario Dal Pra e la "scuola di Milano" (Mimesis, 2018). 

Gli incontri sono aperti a tutti gli interessati

giovedì 1 novembre 2018

LEGGERE «IL CAPITALE»

PIACENZA via S. EUFEMIA 12 
AUDITORIUM - FONDAZIONE 
Giovedì 8 novembre ore 21 - secondo incontro
LEGGERE «IL CAPITALE» 
«Il mondo è una immane distesa di merci»: così inizia il capolavoro di Marx, scritto centocinquanta anni fa da un pensatore rivoluzionario, che sapeva vedere lontano 

Ne parla e discute con i presenti 

Gianni D'Amo*

*Maria Turchetto, precedentemente indicata come relatrice, per motivi di salute non riesce proprio a essere a Piacenza giovedì 8, ma ci ha inviato il testo scritto dell’ intervento che aveva preparato: sarà distribuito ai presenti (e speriamo di averla con noi in uno dei prossimi incontri). Confermare comunque la serata (già organizzata e propagandata) ci è sembrato il male minore: la relazione sul Capitale sarà tenuta da Gianni D’Amo, studioso di Marx e presidente di Cittàcomune.

Gli incontri sono aperti a tutti gli interessati

lunedì 22 ottobre 2018

Marx, Engels e gli altri

30 ottobre 2018

C’È VITA SU MARX? 
Cittàcomune propone cinque incontri sulla vita e l’opera del primo e più importante teorico del comunismo, nel bicentenario della nascita

PIACENZA via S. EUFEMIA 12
AUDITORIUM - FONDAZIONE
Martedì 30 ottobre or e 21 primo incontro
MARX, ENGELS
E GLI ALTRI
Visti da vicino: vizi e virtù di una generazione
di intellettuali ottocenteschi prima e dopo il Quarantotto

Ne parla e discute con i presenti

Alfonso Berardinelli

Alfonso Berardinelli, già professore di Storia della critica letteraria all’Università di Venezia, dal 1985 al 1993 ha pubblicato con Piergiorgio Bellocchio “Diario”, rivista scritta e autoprodotta dai due autori (ristampa integrale, Diario, Quodlibet 2010). Critico e saggista, collabora a quotidiani e riviste. La sua produzione è raccolta in vari volumi, tra cui: Cento poeti. Itinerari di poesia (Mondadori, 1991); La poesia verso la prosa (Bollati Boringhieri, 1994), L’eroe che pensa (Einaudi, 1997); La forma del saggio (Marsilio, 2002, premio Viareggio); Casi critici. Dal postmoderno alla mutazione (Quodlibet, 2007). Più recentemente ha pubblicato Discorso sul romanzo moderno. Da Cervantes al Novecento (Carocci, 2016) e una raccolta di interventi sull’attualità sotto il titolo Non è una questione politica (Gaffi, 2017). 

Gli incontri sono aperti a tutti gli interessati

lunedì 1 ottobre 2018

30 ottobre - 29 novembre 2018. Ciclo su Karl Marx

C’È VITA SU MARX?

Cittàcomune propone cinque incontri sulla vita e l’opera
del primo e più importante teorico del comunismo, 
nel bicentenario della nascita


lunedì 21 maggio 2018

“ANCHE SE IL NOSTRO MAGGIO...” INCONTRO CON ANNA BRAVO

“ANCHE SE IL NOSTRO MAGGIO...

SESSANTOTTO
E CRITICA DEL PRESENTE.
TRE CONVERSAZIONI

PIACENZA - ORTI di VIA DEGANI -
ingresso da via Borghetto 124

Sabato 26 maggio ore 17,30

Il Sessantotto delle donne
e il femminismo
Una storia non solo italiana

Ne parla e discute con i presenti

ANNA BRAVO

lunedì 14 maggio 2018

“ANCHE SE IL NOSTRO MAGGIO...” INCONTRO CON GUIDO VIALE

“ANCHE SE IL NOSTRO MAGGIO...
SESSANTOTTO
E CRITICA DEL PRESENTE.
TRE CONVERSAZIONI




PIACENZA - ORTI di VIA DEGANI 
ingresso da via Borghetto 124

Sabato 19 maggio ore 17,30

Studenti e Sessantotto: se nella politica irrompe la vita
Dall'Università a Mirafiori

Ne parla e discute con i presenti

Guido Viale

domenica 29 aprile 2018

“ANCHE SE IL NOSTRO MAGGIO...” INCONTRO CON BRUNO CARTOSIO




“ANCHE SE IL NOSTRO MAGGIO...

SESSANTOTTO E CRITICA DEL PRESENTE. TRE CONVERSAZIONI



PIACENZA - ORTI di VIA DEGANI -
CLICCA QUI E LEGGI IL VOLANTINO
ingresso da via Borghetto 124

Sabato 12 maggio ore 17,30

Beat generation
e Nuova Sinistra
negli Stati Uniti.
Il Sessantotto prima del ’68



La dura lotta per i diritti civili dei neri, l’opposizione alla guerra in Vietnam, i primi gruppi femministi, le occupazioni di Berkeley e della Columbia University: i lunghi anni Sessanta e la straordinaria stagione musicale che li accompagna.

Ne parla e discute con i presenti
Bruno Cartosio

venerdì 23 marzo 2018

XI Assemblea di Cittàcomune


Nel corso dell'undicesima assemblea di Cittàcomune del 10 marzo 2018 è stato eletto il direttivo dell'associazione nelle persone di:

Gianni Bernardini, Laura Bertoni, Luigi Boledi, Livio Boselli, Maura Bruno, Mario Bulla, Giovanni Callegari, Gianni D'Amo, Massimo Gardani, Mario Giacomazzi, Paolo Prandini, Fabrizio Redaelli, Sergio Rossi, Francesco Serio Mario Zucca. All'interno di questo ha scelto Gianni D'Amo in qualità di presidente e Massimo Gardani quale tesoriere.
In fase successiva il direttivo ha scelto Maura Bruno come coordinatrice del direttivo stesso.

venerdì 23 febbraio 2018

la tessera 2018 dedicata ai duecento anni dalla nascita di Karl Marx


KARL MARX (1818-1883)

 
Karl Marx nasce nel 1818 a Treviri in una famiglia di borghesia ebraica assimilata. Dopo il Liceo studia Diritto e Filosofia a Bonn e a Berlino, dove si laurea con una tesi sulla Differenza tra la Filosofia della Natura di Democrito e di Epicuro. È il 1841: la pubblicazione dell’Essenza del Cristianesimoinfiamma i “giovani hegeliani” e fa di Feuerbach il fratello maggiore ideale per tentare il “parricidio” di Hegel, “padrone” della filosofia tedesca. Per Marx inizia presto (e durerà tutta la vita) il serrato corpo-a-corpo teorico con l’autore della Fenomenologia dello Spirito: ventenne, già vantava di averlo letto «da cima a fondo». In effetti è uno straordinario lettore: conosce i classici greci e latini, Goethe, Schiller e il romanzo francese; impara l’inglese sull’amato Shakespeare, legge Dickens e Thackeray; cita Dante e Machiavelli in italiano, in spagnolo leggerà Cervantes e Calderón (ormai vecchio, Puskin, Gogol’, Turgenev in russo). S’innamora di Jenny von Westphalen («la più bella ragazza di Treviri»), che gli sarà compagna per tutta la vita, affrontando per l’amato “Moro” (il soprannome di Marx in famiglia) anni di miseria: tre dei loro sei figli muoiono prematuramente. Nel ‘44 inizia a Parigi il lungo sodalizio con Friedrich Engels (1820-95, il padre è un commerciante tedesco e proprietario di fabbrica a Manchester). Insieme scoprono che «l’anatomia di ciò che Hegel chiamava società civile è l’economia politica»: dai Manoscritti economico-filosofici del ‘44, la critica dell’economia politica è il filo conduttore della ricerca marxiana.
Redattore della “Gazzetta renana” (poi direttore della “Nuova Gazzetta renana” nel ‘48-49). Marx incontra il socialismo utopistico nei libri e tra i lavoratori francesi. «La fraternità umana non è una frase, ma la verità presso di loro»: al proletariato, vittima dell’«ingiustizia universale», tocca il compito dell’emancipazione universale, dell’«emancipazione dell’umanità». Nel 1845 Engels documenta nella Situazione della classe operaia in Inghilterra le condizioni di lavoro e di vita nelle città industriali: emergono alienazione e abbrutimento (su cui tornerà Simone Weil in La condizione operaia quasi un secolo dopo). Intanto nell’Ideologia tedesca prende forma la concezione materialistica della Storia come contraddittorio alternarsi di modi di produzione, cioè di modalità nelle quali gli uomini «nella produzione materiale della loro esistenza, entrano tra loro in rapporti determinati, necessari, indipendenti dalla loro volontà». La tensione etico-utopica lascia spazio alla vocazione scientifica, matura il passaggio del socialismo “dall’utopia alla scienza”, poi enfatizzato dal marxismo positivista in Germania e in Russia (proveranno a opporvisi marxisti come Lukács, Korsch, Gramsci). In un brillante e astioso pamphlet contro Proudhon (Miseria della filosofia, 1847), Marx sceglie la Rivoluzione contro ogni riformismo: la Lega dei Giusti diventa Lega dei Comunisti e al motto «Tutti gli uomini sono fratelli» si sostituisce «Proletari di tutti i Paesi unitevi». Esce nel ‘48 in quattro lingue, alla vigilia dell’insurrezione parigina di febbraio, il Manifesto dei Comunisti. Profeticamente vi si prospetta l’«autogoverno dei produttori», in cui «la libertà di ciascuno è condizione della libertà di tutti»: il proletariato «liberando se stesso libera tutta l’umanità».
All’indomani del Quarantotto (su cui scrive pagine memorabili), Marx si trasferisce per sempre a Londra. Qui studia per vent’anni gli economisti classici (Smith, Ricardo) e la produzione industriale. Scopre le leggi di valorizzazione del capitale, con il determinante contributo di Engels, che gli fornisce preziosi dati tecnico-produttivi, oltre a concreto aiuto economico (unica entrata di Marx è la collaborazione al “New York Daily Tribune”). Protagonista della I Internazionale dei lavoratori (1864-76), per cui redige i principali documenti teorico-politici, nel ‘67 pubblica il I libro del Capitale. Critica dell’economia politica (il II e il III sono pubblicati postumi da Engels). «Il mondo è un’immane distesa di merci», recita l’incipitdi impressionante attualità del capolavoro marxiano, la produzione delle quali maschera la riduzione delle relazioni umane a rapporti tra cose o funzioni. «Il farsi-mondo delle merci è il divenir-merce del mondo», chioserà cent’anni dopo Guy Debord, uno dei più acuti tra i suoi interpreti novecenteschi.
In tempi di rivoluzione digitale non sembri bizzarro riproporre il vecchio Marx: ha individuato nell’impersonale valorizzazione del capitale travestita in incessante produzione di merci (finanche immateriali) il moderno Leviatano, il deus ex machina del presente in cui viviamo, entro la mondializzazione di rapporti “video-mediati”. E se è vero che i tentativi di inverarne la proposta comunista (a partire dall’Ottobre sovietico) sono tragicamente falliti, il suo progetto di superare la separazione tra lavoro intellettuale e manuale, ideativo ed esecutivo – così traendo «da ciascuno secondo le sue capacità» per restituire «a ciascuno secondo i suoi bisogni» – mantiene piena validità. Forse non è a Marx che si deve guardare oggi per cambiare il mondo, che inesorabilmente si trasforma da sé: ma per ricominciare a capirlo sì.

lunedì 15 gennaio 2018

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE



VERSO LE ELEZIONI POLITICHE 2018
ISTRUZIONI PER UN BUON USO DEL VOTO
Piacenza
Giovedì 25 gennaio alle ore 21
Serra Palazzo Ghizzoni-Nasalli
via Gregorio X n.9
Un incontro proposto da Cittàcomune a tutti gli interessati



LA NUOVA LEGGE
ELETTORALE
meccanismi tecnici, scenari politici, profili costituzionali



Ne discutono tra loro e coi presenti
ROBERTO ESCOBAR
Università degli Studi-Milano
GIULIO E. VIGEVANI
Università Milano-Bicocca

mercoledì 29 novembre 2017

Dalla parte del torto/De la parte equivocada (Limitare il disonore, vol. I)

Dalla copertina dell'edizione spagnola di:
Dalla parte del torto
 
Dalla parte del torto
De la parte equivocada
(Limitare il disonore, vol. I)

Piergiorgio Bellocchio
Traduzione di Salvador Cobo

Moralista capace di vedere la realtà con gli
stessi occhi e la stessa ricchezza di 
immaginazione dei grandi romanzieri di una volta, 
questo libro contiene riflessioni e satire 
di Piergiorgio Bellocchio, l'esegesi di luoghi comuni 
conservatori e progressisti sulla vita politica e 
sociale d'Italia dagli anni Ottanta, in piena sconfitta 
della sinistra e l'ascesa del 
consumismo televisivo che alla fine 
avrebbe portato a Berlusconi.

Indipendente dall'industria culturale e
dall'agenda dei media, individualista e
ritirato dalla vita pubblica, lo stile di
Bellocchio non rientra in alcuna categoria
ben definita (Letteratura? Autobiografia?
Saggistica? Critica letteraria,
cinematografica, culturale, sociale?),
che potrebbe deludere gli opinion maker e
gli apprendisti di prodotti prefabbricati e
di provocazioni scandalose.

Limitare il disonore. Un obiettivo che vent'anni fa avrei considerato disgustoso e assurdo, perché l'onore e il disonore non sono cose misurabili. E, in effetti, è un traguardo miserabile, una meschinità morale, un evento degno di un leccapiedi della commedia. Ma quando ero giovane non potevo concepire una sconfitta di queste proporzioni. A quel tempo, la cosa peggiore che potessi immaginare era la sconfitta politica per mano della controrivoluzione, che si manifestava nella repressione che, per quanto spietata fosse (o proprio per questo), garantiva ai vinti l'onore dell'esilio, della prigione o, meglio ancora, la gloria del patibolo. Il destino è stato ridicolo [...] I nostri tempi sono meno drammatici, meno direttamente tragici, anche se più disperati. Il terrore e la miseria possono ora essere chiamati consenso e benessere".

Dalla parte del torto è il libro che più getta luce sull'Italia degli'anni 2000.
Alfonso Berardinelli (Leggere è un rischio)

Piergiorgio Bellocchio è il vero eretico della cultura italiana.
Il Corriere della Sera

domenica 26 novembre 2017

SECONDO NOVECENTO Ciclo su Franco Fortini - Ultimo appuntamento

Piacenza Auditorium Fondazione 
via S. Eufemia 12 
Cittàcomune ha proposto tre serate per ricordare Franco Fortini (1917-1994) e riflettere sulla sua attività di saggista e poeta, traduttore, critico, testimone. 
Martedì 28 novembre ore 21 – incontro conclusivo 

Fortini e la Storia, tra ideologia e profezia 
Ne parla e discute con i presenti 
Alfonso Berardinelli 

Alfonso Berardinelli è stato professore di Storia della critica letteraria all’Università di Venezia fino alle dimissioni volontarie nei primi anni Novanta. Nel lontano 1973 ha pubblicato la prima monografia su Fortini (Franco Fortini, La Nuova Italia). Dai primi anni Settanta fino alla chiusura nel 1984 ha collaborato a “quaderni piacentini”; dal 1985 al 1993 con Piergiorgio Bellocchio ha pubblicato “Diario”, rivista interamente scritta e autoprodotta dai due autori (ristampa fotografica integrale, Diario, Quodlibet 2010), nel numero 10 del quale (giugno 1993) è tornato a occuparsi di Fortini in un ampio saggio polemico (“Stili dell’estremismo”). Critico e saggista, collabora a quotidiani e riviste. La sua ampia produzione è raccolta in vari volumi, tra cui: Cento poeti. Itinerari di poesia (Mondadori, 1991); La poesia verso la prosa (Bollati Boringhieri, 1994), L’eroe che pensa (Einaudi, 1997); La forma del saggio (Marsilio, 2002, premio Viareggio); Casi critici. Dal psotmoderno alla mutazione (Quodlibet, 2007). 

Franco Fortini (pseudonimo di Franco Lattes) nasce a Firenze nel 1917. Frequenta l’ambiente intellettuale fiorentino, con una precocissima avversione per l’Ermetismo e l’antifascismo crociano o estetizzante dei coetanei. Ebreo il padre, cattolica la madre, entrambi non osservanti, ebbe un’educazione laica. Nella lettura della Bibbia, di Calvino, dell’esistenzialismo di Karl Barth sviluppa una vocazione religiosa, fino all’adesione, ventenne, alla Chiesa Valdese: (“diventare cristiano fu il mio détour per diventare socialista”). Laureato in Legge e in Lettere, nel 1941 è chiamato alle armi. Tra la caduta di Mussolini e l’8 settembre è nella Milano devastata dai bombardamenti, dove assiste al crollo militare e civile del Paese. Ripara clandestinamente in Svizzera: qui riceve da Silone nel ’44 la prima tessera del Partito socialista, che manterrà fino al ’58. 
Dal 1945 si stabilisce a Milano. Tra gli animatori della rivista di Vittorini «Il Politecnico» (‘45-47), è scrittore e appassionato ideologo, analista delle idee in quanto inseparabili dalle scelte morali e dall’azione politica, con un’acutezza e una sensibilità tormentate e tormentose. Diviso fra Marx e Kierkegaard, situa nel lavoro culturale il trait d’union tra politica e vita, tra noi e io. “La parola cultura - scrive già nel 1945 - fa pensare ai libri o allo studio… Per noi cultura è invece il modo nel quale gli uomini producono quanto è necessario alla loro esistenza, la particolare maniera, mutevole per il mutare dei mezzi di produzione, con la quale essi entrano in rapporto con gli altri uomini e con le cose. Cultura è la forma nella quale gli uomini, nella loro storia, si sono scambiati i prodotti del lavoro, costruite capanne e cattedrali, scelte le parole dell’amore; è la forma varia nella quale hanno fissato i costumi, i riti, le leggi; arato i campi, esplorato il mare, condotto gli eserciti, speculato i cieli, composto i poemi”. 
Fortini lavora come giornalista («Avanti!»), pubblicitario (Olivetti), consulente editoriale, insegnante in Istituti tecnici milanesi e poi all’Università di Siena. All’opera di poeta e traduttore, affianca l’intensa attività di saggista-critico. Tra gli anni ’50 e i ’70 scrive principalmente su riviste militanti: «Discussioni» (1949-53), «Officina» (1955-59), «Ragionamenti» (1955-57), «quaderni piacentini» (1962-84); successivamente anche su settimanali e quotidiani di ampia tiratura («Corriere della Sera», «L’Espresso», «Il Sole 24 ore», «il manifesto»). La sua produzione poetica e le sue scritture militanti confluiscono in molti volumi. Da Einaudi escono Foglio di via e altri versi (1946) e il diario di un viaggio in Cina Asia maggiore (1956); negli stessi anni per Comunità traduce Kierkegaard e Simone Weil, e successivamente Proust, Éluard e, in collaborazione con la moglie Ruth Leiser, Brecht, e il Faust di Goethe in dialogo con l’amico Cases. Nel 1957, all'indomani della rivolta ungherese, pubblica da Feltrinelli Dieci inverni 1947-57. Contributi a un discorso socialista, estremo tentativo di riannodare nell'autocritica il filo di un socialismo possibile, dopo le traciche delusioni seguite alle speranze della Resistenza. Tra i primi a cogliere i segni della modernizzazione capitalistica anche in Italia (del 1961 è la Lettera ad amici di Piacenza, poi in L’ospite ingrato, De Donato 1966), negli anni ’60-’70 Fortini è uno dei “padri” della Nuova sinistra. Prima e dopo il Sessantotto, ridefinisce radicalmente i rapporti tra intellettuali e potere in molti saggi e libri: Verifica dei poteri. Scritti di critica e di istituzioni letterarie (Il Saggiatore, 1965), I cani del Sinai (De Donato, 1967), Saggi italiani (De Donato, 1975), Questioni di frontiera. Scritti di politica e letteratura 1965-1977 (Einaudi, 1977). Raccoglie la produzione poetica in Una volta per sempre. Poesie 1938-1973 e Paesaggio con serpente. Versi 1973-1983 (Einaudi, 1978 e 1984). Da Garzanti pubblica nel 1984 Insistenze. Cinquanta scritti 1976-1984, affilata critica del “nichilismo” degli anni Ottanta, e, dopo la caduta del Muro, Extrema ratio. Note per un buon uso delle rovine. Del 1991 è Non solo oggi. Cinquantanove voci (Ed. Riuniti), “dizionario” di temi e parole-chiave di mezzo secolo di lavoro culturale. Attraverso Pasolini (Einaudi, 1992) riassume la tormentata storia dei loro rapporti. Il suo testamento poetico, Composita solvantur, esce da Einaudi nel 1994, l’anno in cui Fortini muore a Milano il 28 novembre. Nel 1996-97 esce postumo Disobbedienze, scritti sul manifesto 1972-1994 (prefazione di Rossana Rossanda), nel 2003 il Meridiano Saggi ed epigrammi e nel 2014, sempre per Mondadori, Tutte le poesie (entrambi a cura e con introduzione di Luca Lenzini).

domenica 19 novembre 2017

SECONDO NOVECENTO Ciclo su Franco Fortini - Secondo appuntamento

SECONDONOVECENTO 

FRANCO FORTINI 
TRE INCONTRI NEL CENTENARIO DELLA NASCITA
Piacenza Auditorium Fondazione via S.Eufemia 12

Cittàcomune propone tre serate per ricordare Franco Fortini (1917-1994) e riflettere sulla sua attività di saggista e poeta, traduttore, critico, testimone.

Giovedì 23 novembre ore 21 – secondo incontro 
Prima e dopo il ‘68. Cultura e politica 
Presenza e rilevanza della ‘voce’ di Fortini nei “quaderni piacentini”
Ne parla e discute con i presenti Piergiorgio Bellocchio

Piergiorgio Bellocchio ha fondato con Grazia Cherchi nel 1962 e diretto per oltre vent’anni “quaderni piacentini”, la più importante rivista della Nuova sinistra italiana. Pur privilegiando la scrittura critico-saggistica, ha esordito come narratore con I piacevoli servi (Mondadori 1966). Dal 1985 al 1993 ha pubblicato “Diario”, rivista interamente scritta e autoprodotta con il solo Alfonso Berardinelli, in compagnia di grandi del passato di volta in volta antologizzati (ristampa fotografica integrale, Diario, Quodlibet 2010). La sua precedente produzione è raccolta in vari volumi, tra cui: Dalla parte del torto (Einaudi, 1989), Eventualmente e L’astuzia delle passioni (Rizzoli, 1993 e 1995), Oggetti smarriti (Baldini& Castoldi, 1996), Al di sotto della mischia. Satire e saggi (Libri Scheiwiller, 2007). È presidente onorario di Cittàcomune, dopo esserne stato per molti anni il presidente effettivo. 

Franco Fortini (pseudonimo di Franco Lattes) nasce a Firenze nel 1917. Frequenta l’ambiente intellettuale fiorentino, con una precocissima avversione per l’Ermetismo e l’antifascismo crociano o estetizzante dei coetanei. Ebreo il padre, cattolica la madre, entrambi non osservanti, ebbe un’educazione laica. Nella lettura della Bibbia, di Calvino, dell’esistenzialismo di Karl Barth sviluppa una vocazione religiosa, fino all’adesione, ventenne, alla Chiesa Valdese: (“diventare cristiano fu il mio détour per diventare socialista”). Laureato in Legge e in Lettere, nel 1941 è chiamato alle armi. Tra la caduta di Mussolini e l’8 settembre è nella Milano devastata dai bombardamenti, dove assiste al crollo militare e civile del Paese. Ripara clandestinamente in Svizzera: qui riceve da Silone nel ’44 la prima tessera del Partito socialista, che manterrà fino al ’58. 
Dal 1945 si stabilisce a Milano. Tra gli animatori della rivista di Vittorini «Il Politecnico» (‘45-47), è scrittore e appassionato ideologo, analista delle idee in quanto inseparabili dalle scelte morali e dall'azione politica, con un’acutezza e una sensibilità tormentate e tormentose. Diviso fra Marx e Kierkegaard, situa nel lavoro culturale il trait d’union tra politica e vita, tra noi e io. “La parola cultura - scrive già nel 1945 - fa pensare ai libri o allo studio… Per noi cultura è invece il modo nel quale gli uomini producono quanto è necessario alla loro esistenza, la particolare maniera, mutevole per il mutare dei mezzi di produzione, con la quale essi entrano in rapporto con gli altri uomini e con le cose. Cultura è la forma nella quale gli uomini, nella loro storia, si sono scambiati i prodotti del lavoro, costruite capanne e cattedrali, scelte le parole dell’amore; è la forma varia nella quale hanno fissato i costumi, i riti, le leggi; arato i campi, esplorato il mare, condotto gli eserciti, speculato i cieli, composto i poemi”. 
Fortini lavora come giornalista («Avanti!»), pubblicitario (Olivetti), consulente editoriale, insegnante in Istituti tecnici milanesi e poi all'Università di Siena. All'opera di poeta e traduttore, affianca l’intensa attività di saggista-critico. Tra gli anni ’50 e i ’70 scrive principalmente su riviste militanti: «Discussioni» (1949-53), «Officina» (1955-59), «Ragionamenti» (1955-57), «quaderni piacentini» (1962-84); successivamente anche su settimanali e quotidiani di ampia tiratura («Corriere della Sera», «L’Espresso», «Il Sole 24 ore», «il manifesto»). 
La sua produzione poetica e le sue scritture militanti confluiscono in molti volumi. Da Einaudi escono Foglio di via e altri versi (1946) e il diario di un viaggio in Cina Asia maggiore (1956); negli stessi anni per Comunità traduce Kierkegaard e Simone Weil, e successivamente Proust, Éluard e, in collaborazione con la moglie Ruth Leiser, Brecht, e il Faust di Goethe in dialogo con l’amico Cases. Nel 1957, all'indomani della rivolta ungherese, pubblica da Feltrinelli Dieci inverni 1947-57. Contributi a un discorso socialista, estremo tentativo di riannodare nell'autocritica il filo di un socialismo possibile, dopo le traciche delusioni seguite alle speranze della Resistenza. Tra i primi a cogliere i segni della modernizzazione capitalistica anche in Italia (del 1961 è la Lettera ad amici di Piacenza, poi in L’ospite ingrato, De Donato 1966), negli anni ’60-’70 Fortini è uno dei “padri” della Nuova sinistra. Prima e dopo il Sessantotto, ridefinisce radicalmente i rapporti tra intellettuali e potere in molti saggi e libri: Verifica dei poteri. Scritti di critica e di istituzioni letterarie (Il Saggiatore, 1965), I cani del Sinai (De Donato, 1967), Saggi italiani (De Donato, 1975), Questioni di frontiera. Scritti di politica e letteratura 1965-1977 (Einaudi, 1977). Raccoglie la produzione poetica in Una volta per sempre. Poesie 1938-1973 e Paesaggio con serpente. Versi 1973-1983 (Einaudi, 1978 e 1984). Da Garzanti pubblica nel 1984 Insistenze. Cinquanta scritti 1976-1984, affilata critica del “nichilismo” degli anni Ottanta, e, dopo la caduta del Muro, Extrema ratio. Note per un buon uso delle rovine. Del 1991 è Non solo oggi. Cinquantanove voci (Ed. Riuniti), “dizionario” di temi e parole-chiave di mezzo secolo di lavoro culturale. Attraverso Pasolini (Einaudi, 1992) riassume la tormentata storia dei loro rapporti. Il suo testamento poetico, Composita solvantur, esce da Einaudi nel 1994, l’anno in cui Fortini muore a Milano il 28 novembre. Nel 1996-97 esce postumo Disobbedienze, scritti sul manifesto 1972-1994 (prefazione di Rossana Rossanda), nel 2003 il Meridiano Saggi ed epigrammi e nel 2014, sempre per Mondadori, Tutte le poesie (entrambi a cura e con introduzione di Luca Lenzini).