
Orwell e l'ombra lunga del totalitarismo
La Fattoria degli animali e 1984

Le idee sono il motore di una realtà che vive e respira al di là della nostra sola mente. Ecco allora spuntare Bloggopolis, uno spazio contemporaneo per dar voce a una città saggia e antica che vuole parlare, dialogare e conversare del presente e del futuro. Una piazza in cui raccogliere, attraverso i vostri commenti, il 'sentiment' di una popolazione a volte silenziosa e timida, sicuramente generosa e propositiva. Una polis del nostro tempo, la cui piazza virtuale sia specchio di una città che ci sta a cuore. Piacenza ‘città comune’.

Orwell e l'ombra lunga del totalitarismo
La Fattoria degli animali e 1984


Orwell 2010 è una riflessione sulla prima metà del Novecento (e sul presente) a partire dalla vita e dall’opera di George Orwell, che da militante e scrittore ne ha attraversato i decenni decisivi, tra imperialismo e nazionalismo, condizione operaia e ragioni del socialismo, pace e guerra, speranze rivoluzionarie e involuzione autoritaria, società di massa e pulsioni totalitarie. Sempre teso a praticare le responsabilità etico-politiche dello scrittore.

Giovedì 29 Aprile 2010, ore 21 Piacenza Coop. Vicolo del Pavone
via G. Bruno 6
IL LAVORO E LA CRISI
A PIACENZA
Diritti perduti e trasformazioni dell’economia e della forza lavoro nel nostro territorio
Ne discutono tra loro e con i presenti: Marco Carini (consigliere regionale PD), Giovanni Callegari (coordinatore di Cittàcomune), Marco Marchetta (Cambia l’Italia), Gianni Bernardini (ispettore INPS), Marco Efori (segretario FILT-CGIL), Stefano Zanaboni (cooperatore).

Sono aperte le iscrizioni per l'anno 2010
"Cittacomune" propone tre incontri per conoscere la vita e le opere di Simone Weil (1909-1943). Il primo con Giancarlo Gaeta ("Simone Weil e la critica della politica", 9 ottobre); il secondo con Guglielmo Forni Rosa ("Nazionalismo, colonialismo, totalitarismo: la testimonianza attiva di Simone Weil, 12 novembre); il terzo con Piergiorgio Bellocchio e Alfonso Berardinelli ("La presenza di Simone Weil nella cultura italiana", 9 dicembre)Simone Weil (Parigi, 1909 - Londra, 1943) nacque in un’agiata famiglia ebraica laica e assimilata e fu allieva del filosofo Alain. Laureatasi in filosofia, giovanissima cominciò a insegnare, venendo tra l’altro a contatto con gli ambienti del sindacalismo di base francese. Sin dai primi anni Trenta, maturò e rese esplicita una critica radicale del totalitarismo e dello stalinismo, interrogandosi a fondo sulle condizioni di una liberazione reale della classe operaia e più in generale degli uomini. Seminari, collaborazioni a riviste, viaggi, letture filosofiche e politiche, partecipazione alle lotte sindacali si intrecciano nella vita di questa ventenne tanto fragile quanto incontenibilmente vitale. Coerentemente con i suoi interessi spirituali, nel 1934-35 abbandonò l’insegnamento della filosofia per fare l’operaia, prima alle Officine Alsthom e poi alla Renault. Nel ‘36 partecipò all’esperienza del Fronte popolare in Francia e poi alla Guerra civile spagnola nelle file repubblicane. Nel corso di un viaggio in Italia, avviò una profonda riflessione religiosa, che l’accompagnerà fino alla precoce morte, senza tuttavia trattenerla dall’impegno personale e incondizionato nella Resistenza contro il nazismo. Abbandonata la Francia con i famigliari per sfuggire alla persecuzione antisemita, lasciò la sicura New York per collaborare con l’organizzazione di De Gaulle a Londra, da dove chiese con testarda insistenza di essere paracadutata in Francia, “in prima linea”, e dove consumò le residue energie a scrivere un testo per la ricostruzione politica d’Europa su nuove basi.
Galleria Sant'Ilario
Vicolo Sant'Ilario - traversa di Via Garibaldi
Piacenza




Siamo persone di diversa età e formazione, con alle spalle esperienze politico-culturali nell'ambito della nostra città, Piacenza. Ci rivolgiamo a quanti, come noi, sentono l’esigenza di non separare l’iniziativa politica dall'analisi critica della realtà, da sottoporre a libera discussione, senza preliminari dichiarazioni di appartenenza, senza deleghe in bianco. Crediamo in un progetto culturale e politico in cui il confronto non sia condizionato dagli interessi di singoli o gruppi, in cui le decisioni siano trasparenti e collettive, e la responsabilità personale sia esercitata per il bene comune. Per una 'cittàcomune', Piacenza.
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