"Bloggopolis"

La Piazza delle Idee nella Città del Dialogo

Le idee sono il motore di una realtà che vive e respira al di là della nostra sola mente. Ecco allora spuntare Bloggopolis, uno spazio contemporaneo per dar voce a una città saggia e antica che vuole parlare, dialogare e conversare del presente e del futuro. Una piazza in cui raccogliere, attraverso i vostri commenti, il 'sentiment' di una popolazione a volte silenziosa e timida, sicuramente generosa e propositiva. Una polis del nostro tempo, la cui piazza virtuale sia specchio di una città che ci sta a cuore. Piacenza ‘città comune’.


lunedì 5 marzo 2012

Quinta Assemblea Generale di c i t t à c o m u n e


Piacenza, sabato 17 marzo 2012
ore 16-19
Sala “Giordano Bruno”, via G. Bruno 6
QUINTA ASSEMBLEA GENERALE DI


c i t t à c o m u n e
(l’assemblea è pubblica e aperta, oltre che ai soci, a tutti gli interessati)
P r o g r a m m a
15.30-16.00: insediamento presidenza e programmazione lavori
16.00-17.00:
  • relazione di bilancio economico-organizzativo (M. Gardani)
  • relazione sull’attività politico-culturale svolta (Pg. Bellocchio, G. Callegari)
  • relazione sulla situazione politico-amministrativa (G. D’Amo)
17.00-19.00: saluti degli ospiti e dibattito tra i soci
approvazione bilancio ed eventuali documenti politico-programmatici
Dalle ore 17.00 alle ore19 si potrà votare per l’elezione del Direttivo, del Presidente e del Tesoriere dell’Associazione
cittacomune@gmail.com - www.cittacomune.it 

mercoledì 1 febbraio 2012

PERCHÉ VOTARE ALLE PRIMARIE DEL CENTRO SINISTRA PERCHÉ VOTARE GIANNI D’AMO di Mario Giacomazzi

PERCHÉ VOTARE 
ALLE PRIMARIE DEL CENTRO SINISTRA

PERCHÉ VOTARE GIANNI D’AMO

Domenica 5 febbraio si tengono a Piacenza le primarie del centrosinistra per individuare il candidato sindaco della coalizione; in un periodo di forte scetticismo dei cittadini nei confronti della politica e soprattutto dei politici, la tentazione di ignorarle può farsi sentire anche tra chi è interessato ai problemi della città e alle possibili soluzioni.
Ritengo invece importante una diffusa partecipazione per la seguente ragione: molti lamentano la scarsa possibilità per i cittadini “comuni” di incidere sulle scelte prese dalla politica, le primarie costituiscono invece un’opportunità nuova ma di grande impatto, si tratta di sottrarre la scelta del candidato sindaco alle segreterie dei partiti per affidarla non agli iscritti (cosa che già sarebbe una prova di democrazia), ma agli elettori di centro sinistra, a tutti coloro quindi che, magari senza fare politica in senso stretto, si riconoscono nei valori che il centro sinistra rappresenta.  Per dare un’idea della differenza, si pensi che sommando tutti i partiti si arriva a poche centinaia di iscritti, mentre gli elettori di centro sinistra sono alcune decine di migliaia.

Perché alle primarie di domenica si deve votare per Gianni D’Amo?
  • Perché non si deve giudicare chi si candida solo dal programma che presenta o dallo slogan che un creativo gli ha suggerito ma da quello che ha fatto.   L’esperienza di Gianni come consigliere comunale e le battaglie che ha sostenuto negli ultimi 10 anni lo rendono sicuramente il più adatto a guidare la città nei prossimi 5.  Tutti concordano sulla necessità di fermare il consumo di suolo e l’eccessiva edificazione, ma l’unico candidato che può presentare credenziali in tal senso è Gianni, il quale si è opposto (quasi da solo e comunque senza l’appoggio di alcun partito) alla scriteriata proposta di scambiare un parco nell’area ex Acna (dimostratasi più che inquinata e di difficile bonifica) con la costruzione di un intero quartiere a fianco della Besurica, sfruttando una delle ultime aree veramente agricole rimaste vicino alla città; ha combattuto una lunga e finora vincente battaglia contro l’ipotesi di un faraonico Palazzo Uffici da finanziare con la vendita di palazzi di pregio nel centro della città; ha sempre dimostrato con i fatti e non con le parole la propria attenzione all’ambiente.
  • Perché può dare maggiori garanzie d’indipendenza rispetto a un candidato espressione dei partiti  o comunque sostenuto da questi.   I partiti non vanno demonizzati, sono una componente essenziale della vita democratica, attualmente però sono anche e soprattutto dei centri di potere, le decisioni spesso vengono prese dopo trattative od accordi a livello regionale o nazionale, si è visto come la società civile sia in grado di fare proposte più avanzate e coerenti.  Gianni D’Amo non è sostenuto da partiti, ma da un’associazione politico-culturale come Città Comune che si è distinta per la quantità e per la qualità delle iniziative organizzate; oltre che da molti cittadini, i quali hanno svolto attività politica o sindacale, sono stati sindaci, assessori, consiglieri comunali, segretari di organizzazioni sindacali e adesso si riconoscono in questa candidatura.
  • Perché è l’unico che può allargare la coalizione.   Il centro destra è in piena confusione, ma questo non significa che le elezioni per il centro sinistra siano già vinte, Gianni può parlare ed essere credibile anche per chi in passato ha votato centro destra, si deve superare una sterile logica di contrapposizione per la quale proposte simili sono appoggiate o contrastate solo in base a chi le ha formulate.  E’ francamente ridicolo vedere politici che, essendo all’opposizione, contestano opere pubbliche, che invece loderebbero se solo fossero in maggioranza.  Compito di chi amministra un ente locale deve essere quello di cercare la massima condivisione non di governare in modo “muscolare”. Gianni ha già dimostrato di essere in grado di andare oltre gli schieramenti senza alcuna indulgenza riguardo ai contenuti: è stato nominato Presidente della commissione consiliare sulle aree militare con i voti di alcuni consiglieri di minoranza e altri di maggioranza. Gianni D’Amo può ascoltare e rappresentare l’intera città.
  • Perché è davvero fuori dalla casta.     I politici vengono percepiti come dei privilegiati o come degli approfittatori, certamente questo non può essere detto di Gianni D’Amo, che dalla sua attività politica non ha mai tratto alcun beneficio materiale. Gianni è un professore di liceo, che anche durante questa campagna elettorale alla mattina va  a lavorare; Città Comune è una realtà completamente autofinanziata, significa che i suoi soci pagano per avere una sede, per organizzare iniziative, per stampare i volantini e il materiale da distribuire.  I volontari che affiancano Gianni lo fanno perché ci credono, non per avere cariche o impieghi.  La politica, se vuole recuperare credibilità, deve riscoprire il significato dell’impegno disinteressato e reale per la cosa pubblica.  Tanti fustigatori a parole della “casta” sembrano più che altro interessati a farne parte al più presto. Gianni D’Amo e Città Comune dimostrano che fare politica in modo diverso è possibile.

Tante altre sarebbero le ragioni per votare Gianni D’Amo alle primarie del 5 febbraio per il candidato sindaco del centro sinistra, concludo però con una di carattere personale: conosco Gianni da oltre 30 anni, con lui ho condiviso diverse esperienze politiche e culturali; posso dire che è prima di tutto una persona onesta, rigorosa, la quale pretende da sé più di quanto pretenda dagli altri (e dagli altri non pretende poco); che sarebbe un eccellente sindaco e che votarlo domenica prossima rappresenta un’opportunità per tutte le persone libere di questa città.

Mario Giacomazzi

martedì 24 gennaio 2012

5 febbraio 2012 - dove si vota

Domenica 5 febbraio 2012 dalle 8,00 alle 20,00 
le primarie del centrosinistra

I SEGGI DOVE SI VOTA

Ognuno vota in base alla propria residenza.
I seggi appositamente allestiti in tutta la città e frazioni sono 9:

seggio 1
- Auditorium Sant’Ilario, via Garibarldi 17
seggio 2 - Coop Borgotrebbia, via Trebbia 52
seggio 3 - Coop S. Antonio, via Emilia Pavese 238
seggio 4 - Circoscrizione 2, via XXIV Maggio 51/53
seggio 5 - Besurica, Centro Civico Polifunzionale via Perfetti
seggio 6 - Circoscrizione 3, via Martiri della Resistenza 8
seggio 7 - Circoscrizione 4, via Rio Farnese 14/d
seggio 8 - Circolo ARCI Roncaglia, Strada Caorsana 208
seggio 9 - Coop Mortizza, Strada Mortizza 127/129




PARTECIPA ALLE PRIMARIE
SCEGLI GIANNI D'AMO
.

lunedì 9 gennaio 2012

Ricordo di Felice Trabacchi Sindaco del cambiamento

Piacenza, Sabato 14 gennaio 2012, dalle ore 10
Salone “N. Mandela”, Camera del Lavoro, via XXIV maggio 18

Ricordo di Felice Trabacchi
Sindaco del cambiamento


Introduzione di Stefano Pareti, interventi di Luciano Beltrametti
Mario Cravedi e Gianfranco Dragoni. Coordina Gianni D’Amo


A quattro anni dalla scomparsa, il 13 gennaio del 2008, “cittàcomune” propone un momento di ricordo e riflessione su Felice Trabacchi. Militante e dirigente del Pci per oltre mezzo secolo, è stato partigiano, sindacalista, consigliere comunale, parlamentare, pur continuando a esercitare per tutta la vita la sua professione di avvocato. Ma nel ricordo dei tantissimi che l’hanno conosciuto, Felice è stato e resta innanzitutto il primo Sindaco della svolta, del cambiamento, iniziati con la vittoria elettorale delle sinistre nel 1975.
Trabacchi è stato un Sindaco eccezionalmente popolare, nei molti sensi di questo aggettivo. Espressione politica delle classi lavoratrici, ma anche in grado di rappresentare il mondo diffuso delle professioni e delle attività economiche, Felice ha interpretato il ruolo di Primo cittadino con lo stile sobrio e concreto che gli era proprio, sempre teso a costruire ampio consenso a scelte amministrative di grande coraggio e lungimiranza: dalla riapertura del Teatro municipale alla nascita dei Nidi comunali alla costante attenzione ai problemi del lavoro (molti ricorderanno quando organizzò una presentazione del Bilancio comunale ai lavoratori dell’Astra, o come contribuì a coinvolgere l’intera città nelle vertenza Arbos).
Una figura che ha saputo riassumere e interpretare al meglio quella stagione straordinaria per fermenti sociali e culturali: un decennio di trasformazioni e grandi speranze, ma anche di contrasti e difficoltà, dalla crisi mondiale del petrolio all’imperversare nel nostro Paese del terrorismo, prima e dopo l’uccisione di Aldo Moro e della sua scorta nel 1978.
Convinti che “il futuro ha un cuore antico”, pensiamo che tornare a riflettere su una figura come quella di Trabacchi - e sulla stagione di cui egli è stato a Piacenza un protagonista di primo piano - risponda non solo all’elementare dovere della memoria, ma anche a un’esigenza di ancoraggio - oggi - a esperienze e valori forti del passato, di cui abbiamo ancora bisogno, nella difficile situazione che l’Italia e l’Europa stanno attraversando.

giovedì 15 dicembre 2011

Auguri Piergiorgio!


Auguri Piergiorgio!





per gli ottant'anni di Piergiorgio Bellocchio vi rimandiamo alle pagine dedicategli il 15 Dicembre 2011 dal quotidiano piacentino "Libertà" 

clicca qui e vai al link

 e da "il manifesto"
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...e il 16 Dicembre 2011 dal quotidiano "La Cronaca " di Piacenza
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lunedì 12 dicembre 2011

Martedì 13 Dicembre - Vita e impegno di Ada con Piero e oltre




Nel 150° dell’Unità d’Italia, il ricordo di due
italiani esemplari
PIERO E ADA GOBETTI
“Cittàcomune” propone, nel 150° anniversario dell’Unità, una riflessione pubblica su due italiani per molti aspetti esemplari: Piero e Ada Gobetti

Piacenza-Teatro dei Filodrammatici,
via Santa Franca 33
Martedì 13 dicembre 2011 incontro
con inizio alle ore 21
Vita e impegno di Ada
Con Piero e oltre…
Ne discutono tra loro e con i presenti
Gianni D’Amo ed Ersilia Alessandrone Perona

Ada Prospero Marchesini Gobetti (1902-1968) conosce Piero Gobetti negli anni di liceo e lo sposa nel 1923. Collaboratrice attiva e intelligente delle sue lotte e iniziative, condivide con lui le grandi  speranze del “biennio rosso” e le persecuzioni seguite all’avvento al potere di Mussolini e del fascismo. La morte di Piero nell’esilio parigino, poche settimane dopo la nascita del figlio Paolo, non piega il suo impegno nella lotta antifascista. La sua casa torinese di via Fabro 6 (oggi sede del Centro Studi Piero Gobetti, da lei fondato nel 1961) diventa un centro di organizzazione dell’attività cospirativa per vecchi e giovani antifascisti. Già militante di “Giustizia e Libertà”, Ada partecipa alla Resistenza col giovanissimo figlio Paolo nelle formazioni del Partito d’Azione: da questa esperienza trae il Diario partigiano, pubblicato da Einaudi nel 1956. Vicesindaco di Torino subito dopo la Liberazione, affianca all’impegno politico, lungo tutto il dopoguerra, quello letterario-pedagogico (soprattutto con traduzioni dall’inglese e racconti per ragazzi) e giornalistico.

Ersilia Alessandrone Perona è direttore dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”. Dall’ampia produzione di ricerca storica e saggistica, segnaliamo: il testo su “La bandiera rossa” in Mario Isnenghi, (a cura di) I luoghi della memoria. Simboli e mito dell’Italia unita (Laterza 1996) e “Dolce dono graditissimo”. La lettera privata dal Settecento al Novecento, che contiene il saggio “L’epistolario come forma di autobiografia: un percorso nel carteggio di Piero Gobetti” (Franco Angeli, 2000). Tra i massimi studiosi di Piero e Ada Gobetti, Ersilia Alessandrone Perona ha curato e corredato di importanti saggi introduttivi: Piero e Ada Gobetti, Nella tua breve esistenza. Lettere 1918-1926 (Einaudi 1991), Piero Gobetti, La Rivoluzione Liberale (Einaudi tascabili 1995) e Piero Gobetti, Carteggio 1918-1922 (Einaudi 2003).

Gianni D’Amo insegna storia e filosofia al Liceo statale “G. Novello” di Codogno (Lodi). Consigliere comunale di Piacenza, è tra gli animatori dell’associazione politico-culturale “cittàcomune”.

martedì 29 novembre 2011

"Racconto interrotto" il film

Martedì 6 dicembre 2011 
c/o Cittàcomune via Borghetto 2/i - Piacenza
ore 21

"Racconto interrotto"
un film su Piero Gobetti

Piero Gobetti nel racconto degli amici. Una cavalcata attraverso la cultura e la storia d'Italia, seguendo le testimonianze di uomini e donne, semplici e illustri, alla ricerca delle caratteristiche e del significato della lotta di un giovane, stroncato dalla brutalità fascista, per il rinnovamento della società italiana.
 
"Mentre la lettura dei suoi scritti ha infiammato e arricchito la mia fantasia di adolescente - ben accordandosi con quell'altra presenza, più ricca di sfumature e di atteggiamenti, anche morali, che avevo assorbito quotidianamente attraverso la frequentazione di mia madre -, d'altro canto il tentativo di riappropriarmi della figura di mio padre in modo più completo stata piuttosto un'esigenza e una ricerca della maturità" (Paolo Gobetti).

Regia: Paolo Gobetti.
Montaggio: Claudio Cormio, Paolo Gobetti.
Testimonianze: Franco Antonicelli, Celestina Barberis Roglio, Lelio Basso, Riccardo Bauer, Manlio Brosio, Lidia Campolonghi, Pietro Comollo, Luigi Emery, Passerin d'Entrèves, Mario Fubini, Alessandro Aldo Garosci, Igino Giordani, Alfonso Leonetti, Carlo Levi, Augusto Mazzetti, Augusto Monti, Umberto Morra, Pietro Nenni, Filomena Nitti Bovet, Vittorio Parmentola, Ferruccio Parri, Sandro Pertini, Giuseppe Prezzolini, Ada Prospero Marchesini Gobetti, Giuseppe Rapelli, Camilla Ravera, Leonida Repaci, Franca Reynaud, Luigi Salvatorelli, Natalino Sapegno, Giuseppe Saragat, Umberto Terracini, Giovanni Tribaudino, Andrea Viglongo, Mario Vinciguerra, Paolo Vita Finzi, Ca Zorzi Noventa.
Produzione: Cooperativa 28 dicembre. 

Paolo Gobetti

FILMOGRAFIA
(Aggiornata all'ultima partecipazione al TFF)
Scioperi a Torino (1962, 35'), Lotta partigiana (1975, 60'), Dalla marcia su Roma a Piazzale Loreto (1975, 129'), Cudine 17 novembre 1944 (1979, 18'), Un'altra Italia nella bandiere dei lavoratori (1980, 18'), Spagna 1936-1937 (1978-1981, 55'), La Bahìo - Festa di una valle occitana (1982, 80') , Lu viol (1983, 65'), Le prime bande (1984, 60'), Incontri (1985, 60'), Como libera: il film e la memoria (1986, 45'), La battaglia di Pertuso (1987, 40'), Al tempo delle scale (1987, 25'), Spagna anni Trenta (1990, 50'), Racconto interrotto (1992, 50'), Le stagioni della Resistenza (in dieci quadri e un prologo) (1995, 130').

(scheda tratta da Torino Film Festival http://www.torinofilmfest.org/?action=detail&id=767)

lunedì 21 novembre 2011

Piero e Ada Gobetti

Nel 150° dell’Unità d’Italia, il ricordo di due italiani esemplari
PIERO E ADA GOBETTI

Piacenza, Teatro dei Filodrammatici, via Santa Franca 33

“Cittàcomune” propone, nel 150° anniversario dell’Unità, una riflessione
pubblica su due italiani per molti aspetti esemplari: Piero e Ada Gobetti


Martedì 29 novembre 2011
Piero Gobetti, nella
Torino degli anni Venti

Ne discutono tra loro e con i presenti
Piergiorgio Bellocchio e
Cesare Pianciola

L’incontro ha inizio alle ore 18

Piero Gobetti (1901-1926), pensatore politico di eccezionale intelligenza e precocità, fonda ancora liceale la rivista Energie Nove e nel 1922 La Rivoluzione Liberale (affiancandole la casa editrice, che inalbera il motto greco e alfieriano “Che ho a che fare con gli schiavi?”). Vocazione pedagogica e straordinaria capacità di lavoro gli consentono di raccogliere intorno alla febbrile iniziativa politico-editoriale il meglio dell’intelligenza italiana dell’epoca, dai già autorevoli e affermati Salvemini, Croce, Pareto, Einaudi, ai giovani Carlo Levi, Umberto Saba, Eugenio Montale… Poco più che adolescente, aveva salutato con entusiasmo la rivoluzione russa, i consigli di fabbrica e l’occupazione della Fiat. Collabora a L’Ordine Nuovo di Gramsci con interventi politici e soprattutto come critico teatrale. Del nascente fascismo coglie subito il tatticismo demagogico e il quasi fatale successo: è “l’autobiografia della nazione”. Nel 1923 sposa Ada Prospero, conosciuta negli anni di liceo, fedele compagna, ispiratrice e collaboratrice. Nel settembre del 1924 Gobetti subisce dai fascisti una selvaggia aggressione, che ne minerà la fragile salute. Fonda Il Baretti, di indirizzo più letterario, mentre viene soppressa, per esplicita volontà di Mussolini, La Rivoluzione Liberale. Deciso a continuare la sua attività di scrittore e editore, che gli è inibita in patria, va esule a Parigi dove muore il 15 febbraio 1926, poche settimane dopo la nascita del figlio Paolo.


Cesare Pianciola (Torino, 1939) ha lavorato con Pietro Chiodi come assistente presso la cattedra di Filosofia della storia all’Università di Torino, ha insegnato storia e filosofia nella Secondaria superiore fino al 1994 ed è stato poi docente di “Analisi di testi filosofici” presso la S.I.S. di Torino. Fa parte del Consiglio direttivo del Centro studi Piero Gobetti, del Comitato editoriale de “L’indice dei libri del mese”, della redazione di “école”; è condirettore del trimestrale “Laicità” e autore di moti interventi e articoli sulla laicità dello Stato e della scuola. Ha pubblicato saggi su Marx e il marxismo, sul pensiero francese contemporaneo, su Hannah Arendt, su Piero Gobetti. Nel centenario della sua nascita ha pubblicato Piero Gobetti. Biografia per immagini (Gribaudo 2001).



Piergiorgio Bellocchio ha fondato con Grazia Cherchi e diretto per circa vent’anni “Quaderni piacentini” (1962-1984). Ha esordito nella narrativa con I piacevoli servi (Mondadori, 1966). La sua produzione critica e saggistica è raccolta in vari volumi, tra cui: Dalla parte del torto (Einaudi, 1989), Eventualmente (Rizzoli,1993), L’astuzia delle passioni (Rizzoli, 1995), Oggetti smarriti (Baldini&Castoldi, 1996), Al di sotto della mischia. Satire e saggi (Libri Scheiwiller, 2007). Dal 1985 al 1993 ha diretto e redatto con Alfonso Berardinelli la rivista “Diario”, di cui è uscita da Quodlibet quest’anno la riproduzione fotografica integrale.È presidente dell’associazione politico culturale “cittàcomune”.

venerdì 11 novembre 2011

impresa_cultura - 16 Novembre ore 21


Mercoledì 16 novembre 2011 ore 21

Teatro dei Filodrammatici
via Santa Franca, 33 - Piacenza
SPETTACOLO TEATRALE

Adriano Olivetti

un sogno possibile
di Laura Curino e Gabriele Vacis

con Laura Curino, Mariella Fabbris, Lucilla Giagnoni
regia Gabriele Vacis
scenofonia-luci Roberto Tarasco

biglietti euro 10 (intero)
euro 5 (ridotto studenti)
prevendite
Teatro Gioco Vita,
tel. 0523.315578 - biglietteria@teatrogiocovita.it)

martedì 8 novembre 2011

Da "Libertà" del 8 Novembre 2011 pag. 13

ARIA DI PRIMARIE CON CACCIATORE, DOSI E D’AMO SEDUTI FIANCO A FIANCO















Per qualche minuto ieri in consiglio comunale la prima fila dei banchi della giunta è sembrata un antipasto di competizione delle primarie del centrosinistra.Seduti fianco a fianco si sono ritrovati,in un primo tempo,i due principali sfidanti in casa del Partito democratico,Francesco Cacciatore (primo da sinistra) e Paolo Dosi. Ai due si è quindi aggiunto Gianni D’Amo,il leader di Cittàcomune pure intenzionato a candidarsi alle primarie di coalizione (foto Cravedi)

venerdì 4 novembre 2011

impresa_cultura - 10 Novembre ore 21


Giovedì 10 novembre 2011 ore 21
Teatro dei Filodrammatici
via Santa Franca, 33 - Piacenza
"In me non c'è che futuro" Ritratto di Adriano Olivetti
Un film di Michele Fasano (Sattva Films Bologna 2011), seconda parte: "Il modello comunitario concreto"


Al termine della proiezione incontro con Michele Fasano
e Alberto Saibene

mercoledì 2 novembre 2011

Cento per Gianni - l'appello ed i sottoscrittori


CENTO PER GIANNI. Perché proponiamo D’Amo alle primarie del Centro-sinistra


Siamo persone con radici ideali, esperienze professionali, storie politiche diverse. Sentiamo l’esigenza di partecipare alle scelte politico-amministrative che riguardano la nostra città, senza conferire deleghe in bianco a rappresentanze precostituite. Pensiamo che le primarie di coalizione del Centro-sinistra, attivando un processo di partecipazione dei cittadini in un momento di crisi profonda della politica, siano lo strumento migliore per scegliere il candidato Sindaco più autorevole. Le primarie consentono di costruire tra tutte le componenti civico-politiche che vi partecipano il giusto clima di fiducia e lealtà, sollecitano il dibattito pubblico ("le primarie delle idee"), aiutano a ridefinire le coordinate valoriali, culturali e programmatiche di uno schieramento alternativo all’alleanza Berlusconi-Bossi. Sono la premessa per far vivere davvero un’esperienza politico-elettorale aperta e plurale, di pari dignità e reciproca responsabilità, senza ospiti né padroni di casa. Le primarie fanno bene alla democrazia, la democrazia fa bene al Centro-sinistra e all’intera città: per questo esprimiamo apprezzamento per l’impegno alle primarie di coalizione (da tenersi a dicembre o gennaio prossimi), assunto a giugno dalla Direzione del Partito democratico piacentino.
Ci accomuna oggi la valutazione che Gianni D’Amo possa svolgere una funzione di raccordo tra società e politica, fornire voce pubblica a una vasta area di impegno diffuso, delusa dai partiti così come sono. Consigliere comunale, promotore dell’associazione "cittàcomune" (impegnata a riaffermare che cultura e politica devono procedere di pari passo, se non vogliono irrimediabilmente impoverirsi), ha attraversato la lunga e appassionata militanza a sinistra con onestà intellettuale, senza abiure e trasformismi. Insegnante e organizzatore culturale, nell’ultimo decennio ha mostrato di essere un amministratore competente e onesto, disponibile ad ascoltare e imparare (dai cittadini e anche dagli avversari), in grado di affrontare i problemi sia in termini di pubblica utilità, che di pratica realizzabilità, valutando costi e benefici. Gianni D’Amo ha dato prova di determinazione e equilibrio in momenti difficili dell’esperienza amministrativa, dalla vicenda ex Acna agli anni di tenace opposizione a un nuovo grande Palazzo di uffici comunali, assumendo posizioni scomode ma lungimiranti. È una persona indipendente, che dice quello che pensa e si sforza di fare quello che dice. Per questo lo sollecitiamo a proporsi come candidato Sindaco alle primarie di coalizione. È necessario fare le primarie del Centro-sinistra, è bene che Gianni D’Amo vi prenda parte.
Con lui condividiamo alcune convinzioni di fondo, che qui proponiamo in estrema sintesi. Qualità e dignità del lavoro, difesa intransigente del territorio e dell’ambiente, dispiegamento dei processi di coesione sociale e cooperazione nel rispetto delle identità culturali di ciascuno vanno perseguiti insieme. L’agire economico di vero e durevole successo è sempre anche un agire etico, orientato oltre il vantaggio momentaneo, in progetti di lungo respiro, nei quali intelligenze e competenze delle donne e degli uomini sono ciò che conta veramente. Le relazioni tra gli uomini e con l’ambiente circostante si determinano reciprocamente: disprezzo di sé e del prossimo e degrado di ciò che ci circonda vanno a braccetto. Non possediamo altra vera ricchezza, altra linfa, che i tesori ereditati dal passato, assimilati e continuamente ricreati da noi. Conservare e far vivere oggi, anche con l’uso intelligente delle nuove tecnologie, ciò che natura, cultura e storia ci hanno consegnato è il progetto più ambizioso e il vero grande "affare" del Terzo millennio.
A Gianni D’Amo chiediamo di incentrare la riflessione programmatica per la Piacenza futura sul diritto-dovere dei giovani a una vita libera e piena, in dignità e responsabilità, oggi, non in un domani che non arriva mai. La vera emergenza italiana nell’Europa odierna è la chiusura di fatto nei confronti delle giovani generazioni. Una nuova speranza può camminare solo con l’intelligenza critica e la passione delle giovani e dei giovani piacentini, nelle cui mani è il futuro della città.

Chiara Agazzi, insegnante; Vittoria Albonetti, già insegnante, impegnata nel volontariato sociale; Paolo Anelli, ingegnere, impegnato nel volontariato sociale; Elisa Anselmi, oncologa Ausl Pc; Marco Arcelli Fontana, già assessore com.le al bilancio, imprenditore; Margareth Argellati, infermiera professionale Ausl Pc; Anna Astorri, artigiano; Mario Avanzini, già bancario; Rinaldo Balduzzi, già sindacalista Cgil, pensionato; Elisabetta Bassi, informatore farmaceutico; Piergiorgio Bellocchio, scrittore, presidente Cittàcomune; Barbara Belzini, cooperatore; Stefano Bernardi, ingegnere; Gianni Bernardini, funzionario Inps; Sergio Bernardini, già naz.le di nuoto, allenatore; Mohamed Berrahou, operaio; Chicco Bertè, già insegnante e assessore com.le sport; Sergio Bertoni, avvocato; Cristina Bianchi, architetto, direttore Scuola edile; Tiziana Bignami, già naz.le atletica leggera, allenatrice; Franco Boiocchi, dip. Iren, già consigliere com.le; Luigi Gegè Boledi, archivista Cineteca Mi; Mara Bonini, presidente Cesvip; Giovanni Bongiorni, già insegnante, psicologo; Francesco Boscarelli, consul. aziendale; Lorenzo Boscarelli, già presidente Tempi ag., consul. aziendale; Livio Boselli, già delegato Arbos, formatore; Marco Bosonetto, insegnante, scrittore; Paolo Maurizio Bottigelli, poeta e organizzatore culturale; Alberto Bricchi, già dipendente com.le, tastierista Grassorbrass rockband; Maura Bruno, collaboratrice Ente sordi; Maria Luisa Cacciatori, insegnante sc. materna; Giovanni Callegari, coordinatore Cittàcomune; Clara Calza, redattrice editoriale; Davide Capra, veterinario; Luca Caputi, avvocato; Piercarlo Cardinali, tecnico chimico, musicista folk; Alberto Casartelli, agronomo; Daria Casartelli, studentessa universitaria; Andrea Chiappini, tecnico informatico; F. Sofia Chiapponi, video&photo producer; Lucia Chiarabini, educatrice asilo-nido; Paolo Colagrande, già Difensore civico, avvocato, scrittore; Daniela Coppola, farmacista; Sandro Corsi, già delegato gruppo Rdb, pensionato; Daniela Cremona, dip. Trenitalia; Benedetto De Vito, ferroviere; Gianfranco Dragoni, già segretario generale Fiom e Cgil Pc; Paolo Favari, artigiano; Sergio Ferri, vicepresidente Inforcoop; Aida Fogliazza, dirigente Ausl Pc; Alberto Fogliazza, autista Tempi spa; Marina Foletti, architetto; Teo Frattini, commesso; Francesco Galilei, studente universitario; Massimo Gardani, tesoriere Cittàcomune; Piercorinno Ghidini, commercialista; Davide Giacobbi, macchinista teatrale; Cinzia Giacomazzi, studentessa universitaria; Mario Giacomazzi, dirigente Ausl Pc; Massimiliano Groppi, tecnico; Giuliano Guidi, radicali piacentini; Guido Lavelli, architetto; Simonetta Lipeti, impiegata Ausl Pc; Rosalba Lonero, operaia; Lino Lovotti, sindacalista Cgil; Cesare Lucca, consigliere Fipav Pc; Lorenzo Mainardi, pensionato; Roberto Manzella, insegnante; Roberta Marchesi, fotografa; Franca Mazzadi, insegnante; Pietro Mazzolini, tecnico coop. Arp; Paola Mazzoni, operaia; Filippo Merli, infermiere professionale Ausl Pc; Alessandro Miglioli, avvocato, già consigliere com.le; Giorgio Milani, artista e designer; Maurizio Mori, sindacalista Fiom; Antonio Mosti, psichiatra, direttore Sert Pc; Luigi Muggiani, promotore finanziario; Carlo Orlandi, pensionato; Francesca Pagani, già insegnante; Lino Paraboschi, già delegato Mandelli, già segretario generale Fiom e Flm; Edoardo Piazza, ex naz.le di rugby, già insegnante, consigliere com.le; Massimo Piepoli, cardiologo Ausl Pc; Stefania Pifferi, responsabile amministrativo; Francesca Pisani, traduttrice; Marco Pisani, direttore dipartimento chirurgia generale Ausl Pc; Giovanna Poggi, insegnante; Emilio Politi, architetto urbanista; Mino Politi, dirigente aziendale, già assessore com.le allo sviluppo economico; Angela Portesi, insegnante; Paola Quagliata, cantante lirica; Stefano Quagliaroli, insegnante, enogastronomo; Anselmo Ramponi, già sindacalista edili e poi segretario confederale Cgil; Fabrizio Redaelli, funzionario comunale; Antonio Resmini, commerciante; Adriano Rizzi, collaboratore scolastico; Ernesto Tino Rossi, regista teatrale; Fabrizio Rossi, assicuratore e dirigente sportivo; Nicolò Rossi, studente universitario; Sergio Rossi, già delegato Schiavi, pensionato; Marco Salami, biologo, maestro scacchista; Mauro Sbuttoni, musicista blues; Alberto Scognamiglio, architetto; Francesco Serio, ferroviere; Simona Soffiantini, insegnante; Carlo Solenghi, architetto; Giancarlo Spezia, docente Università cattolica Pc; Pinuccio Sverzellati, presidente Workoop; Jacopo Tanzi, studente universitario; Marco Tanzi, insegnante, cooperatore sociale; Beppe Tirelli, scultore; Massimo Tirotti, già dirigente cultura Comune di Pc; Roberto Tonelli, incisore; Franco Toscani, insegnante e saggista; Marco Trebbi, dipendente Trenitalia, cantante Grassorbrass rockband; Gennaro Trevisan, presidente Ente sordi Pc; Giacomo Vaciago, Università cattolica, già sindaco di Pc, economista; Marcello Valdini, medico legale; Marco Vegezzi, imprenditore; Fabio Villa, tecnico Eni; Lara Zaghi, tecnico radiologia Ausl Pc; Stefano Zanaboni, presidente Cofies; Mario Zucca, libraio.

venerdì 28 ottobre 2011

impresa_cultura 3 Novembre ore 21


impresa_cultura

Adriano Olivetti 1901-1960
  
Giovedì 3 novembre 2011 - ore 21


Teatro dei Filodrammatici
via Santa Franca, 33 - Piacenza
 
Da Simone Weil a Charles Wright Mills. Le edizioni di Comunità nella cultura italiana del Dopoguerra


Incontro con Piergiorgio Bellocchio e Alfonso Berardinelli
Come rivista e movimento omonimi, le edizioni di Comunità nascono nel 1946. I nessi individuo-società, conflitto-socializzazione, umanesino e tecnica sono al centro del catalogo sin dagli anni Cinquanta. Vengono proposti al lettore italiano Emmanuel Mounier e Jacques Maritain, Kierkegaard e Simone Weil, la tradizione della sociologia antologizzata da Charles Wright Mills,  Lewis Mumford e Hannah Arendt...
Piergiorgio Bellocchio e Alfonso Berardinelli da decenni riflettono sul rapporto politica-cultura, sull'industria culturale, sulla sociologia  della letteratura. Di Bellocchio e Berardinelli nel 2011 è uscita la Riproduzione fotografica integrale di Diario (1985-1993), Quodlibet.
 
Piergiorgio Bellocchio ha fondato con Grazia Cherchi e diretto per circa vent’anni “Quaderni piacentini”. Ha esordito nella narrativa con I piacevoli servi (Mondadori, 1966). Dal 1985 al 1993 ha pubblicato “Diario”, rivista redatta con il solo Alfonso Berardinelli. La sua produzione critica e saggistica è raccolta in vari volumi, tra cui: Dalla parte del torto (Einaudi, 1989), Eventualmente (Rizzoli,1993), L’astuzia delle passioni (Rizzoli, 1995), Oggetti smarriti (Baldini&Castoldi, 1996), Al di sotto della mischia. Satire e saggi (Libri Scheiwiller, 2007). È presidente dell’associazione politico culturale “cittàcomune”.

Alfonso Berardinelli ha insegnato Letteratura contemporanea all’Università di Venezia fino alle dimissioni volontarie nel 1995. Ha pubblicato tra l’altro: Il critico senza mestiere (Il Saggiatore, 1983), La poesia verso la prosa (Bollati Boringhieri, 1994), L’eroe che pensa (Einaudi, 1997), La forma del saggio (Marsilio, 2002 e 2008) e, con H. M. Enzesberger, Che noia la poesia (Einaudi, 2006). Tra i suoi ultimi libri: Casi critici. Dal postmoderno alla mutazione (Quodlibet, 2007); Poesia non poesia (Einaudi, 2008).

sabato 22 ottobre 2011

impresa_cultura 27 Ottobre 2011 ore 21

IMPRESA_CULTURA. Adriano Olivetti 1901-1960 è un percorso in quattro serate (cinque incontri),
che attraverso cinema, teatro, riflessione sociologico-letteraria vuol riprendere, dopo mezzo secolo,
la straordinaria esperienza industriale culturale sociale e politica allora animata da Adriano Olivetti.


Piacenza-Teatro Filodrammatici, via Santa Franca 33, 
giovedì 27 ottobre h 21

"IN ME NON C'E' CHE FUTURO..."

 
Ritratto di Adriano Olivetti


Un film di Michele Fasano, Sattva Films, Bologna 2011, prima parte 72 min.
"Alle origini di un modello".
Al termine della proiezione (a ingresso gratuito)

incontro con il regista e Renato Rozzi, psicologo del lavoro

Michele Fasano, regista indipendente, ha sapientemente montato immagini di repertorio, documenti storici, testimonanze d'epoca e attuali, con la preziosa collaborazione di testimoni privilegiati di quella stagione. Tra questi, Renato Rozzi, con Cesare Musatti e Francesco Novara animatore del Centro di Psicologia Olivetti negli anni Sessanta. Psicologo di formazione psicoanalitica e fenomenologica, Rozzi ha in seguito insegnato presso le Università di Trento, Cosenza, Urbino e Verona. In anni recenti ha curato, con Francesco Novara e Roberto Garruccio, il volume Uomini e lavoro alla Olivetti, Bruno Mondadori, 2005.

impresa_cultura - Adriano Olivetti 1901-1960



clicca sulla locandina per leggere il programma

martedì 18 ottobre 2011

Verso le comunali 2012 - l'Assemblea di S. Ilario del 15 Ottobre 2011

Vi proponiamo una galleria di ritratti e alcune immagini dalla partecipata assemblea di S. Ilario del 15 ottobre, in una sala che difficilmente si riempie così tanto per esponenti della politica locale. Una manifestazione che ha raccolto un successo grande ma non inaspettato. Un riconoscimento delle attività politiche e culturali svolte da Gianni D'Amo e dall'associazione cittàcomune nel corso degli anni.
Grazie e buon lavoro a tutti
Foto di Sergio Ferri

venerdì 7 ottobre 2011

Verso le comunali 2012

Piacenza chiama Milano: "D'Amo il nostro Pisapia"
L'ex sindaco Giacomo Vaciago sostiene l'esponente di Cittàcomune in vista delle primarie del centrosinistra per il candidato sindaco


giovedì 29 settembre 2011