"Bloggopolis"

La Piazza delle Idee nella Città del Dialogo

Le idee sono il motore di una realtà che vive e respira al di là della nostra sola mente. Ecco allora spuntare Bloggopolis, uno spazio contemporaneo per dar voce a una città saggia e antica che vuole parlare, dialogare e conversare del presente e del futuro. Una piazza in cui raccogliere, attraverso i vostri commenti, il 'sentiment' di una popolazione a volte silenziosa e timida, sicuramente generosa e propositiva. Una polis del nostro tempo, la cui piazza virtuale sia specchio di una città che ci sta a cuore. Piacenza ‘città comune’.


martedì 22 marzo 2016

IL VENTO DELLA STORIA

Centro Studi Sereno Regis, Fondazione Luigi Micheletti e Centro Studi Piero Gobetti
In collaborazione con: Cittàcomune (Piacenza), Giulio Einaudi editore, Indice dei libri del mese, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini, Quodlibet Edizioni (Macerata), 
rivista Lo Straniero (Roma), Unione Culturale Franco Antonicelli 

Presentano 
IL VENTO DELLA STORIA

Seminario in omaggio a Renato Solmi 

Sabato 2 aprile 2016 ore 15.00 – 18.30 
Sala Gabriella Poli 
Centro Studi Sereno Regis 
Via Garibaldi, 13 Torino 

Programma 
ore 15.00 Introduzione di Enzo Ferrara e Massimo Cappitti 
ore 15.15 Saluto di Luca Baranelli 
ore 15.30 Tommaso Munari, Il lavoro editoriale 
ore 16.00 Simone Scala, Storia di una mediazione culturale 
ore 16.30 Tavola Rotonda con interventi di Francesco Ciafaloni, Giovanni RamellaCesare Pianciola, Enrico Peyretti 
ore 18.00 Dibattito e interventi liberi 
ore 18.30 Chiusura 

Renato Solmi (1927-2015) è stato filosofo, militante politico, pacifista, consulente editoriale, insegnante di liceo attento alla laicità della scuola e dello Stato, collaboratore di numerose riviste, curatore e traduttore di Minima Moralia di Theodor Adorno, Angelus Novus di Walter Benjamin ed Essere o non essere. Diario di Hiroshima e Nagasaki di Günther Anders. La sua opera è raccolta nella Autobiografia documentaria, Scritti 1950-2004 (Quodlibet 2007), interventi pubblicati nell’arco di oltre cinquant’anni, testimonianze di un impegno intellettuale che, dal lavoro con la scuola di Francoforte, ha attraversato gli anni del conflitto sociale, il Movimento studentesco, l'antipsichiatria, il pacifismo, l’ecologismo. Un percorso contrassegnato da profonde riflessioni su avvenimenti che hanno coinvolto più generazioni e da insegnamenti che restano validi e attuali, importanti per comprendere il presente e per tornare a immaginare il futuro senza farsi intimorire dagli sbalzi a volte sì improvvisi, ma non sempre imprevedibili, del vento della storia. 

Per informazioni: Centro Studi Sereno Regis: 011532824 | Enzo Ferrara: 3398555744 enzoferrara@serenoregis.org

venerdì 18 marzo 2016

La tessera 2016


la tessera 2016 dedicata ai dieci anni di presenza e impegno pubblico
autogestiti e autofinanziati di Cittàcomune
e al cinema di Stanley Kubrick

Cittàcomune cosa.
Cittàcomune si propone nei prossimi anni di contribuire:

1. alla vita politica cittadina e alle fondamentali scelte amministrative, interloquendo in modo critico con movimenti, partiti, singoli esponenti operanti nelle istituzioni, sempre anteponendo problemi e scelte concreti alle apparenze, il bene pubblico agli interessi particolari, la corresponsabilizzazione dei cittadini al decisionismo autoreferenziale;
2. alla ricerca sul campo, alla riflessione teorica, al dibattito culturale;
3. a suscitare nelle giovani generazioni l’esigenza di non superficiali orizzonti culturali e morali, assumendo la fine delle ideologie non come autoliquidazione ideale, ma come punto di partenza per un impegno da rinnovare.
Cittàcomune come.
Il come fare non è meno importante del cosa, le modalità di elaborazione e concreta attuazione possono inverare i buoni programmi o al contrario vanificarli, i mezzi prefigurano il fine. Con tali convinzioni Cittàcomune, libera associazione autofinanziata e autogestita dai suoi fondatori ed aderenti, opererà legando il momento della ricerca a quelli della discussione e della concreta attività. Ci sforzeremo di evitare il cristallizzarsi di ruoli dirigenti, la separazione tra funzioni ideativo-creative e altre e altre meramente esecutive, favorendo la crescita e l’assunzione di responsabilità dei più giovani. Le presenti premesse politico-culturali potrebbero recare in epigrafe il seguente motto: “non dominare né essere dominati, non ingannare né essere ingannati”.
(Dal Manifesto costitutivo di Cittàcomune, dicembre 2006)

Stanley Kubrick (1928-1999)

Nel Novecento il cinema ha assunto, in modo crescente e per un pubblico sempre più vasto, la funzione di coinvolgimento emotivo e sollecitazione critica già esercitata nel secolo precedente dal romanzo e dal melodramma. Nel secondo Novecento Kubrick ha affrontato i più rilevanti problemi del suo tempo e rivoluzionato il rapporto tra contenuto e generi cinematografici, praticandoli pressoché tutti al meglio delle potenzialità espressive.

Stanley Kubrick (Usa 1928-1999), filmografia: Il bacio dell'assassino, 1955; Rapina a mano armata, 1956; Orizzonti di gloria, 1957; Spartacus, 1960; Lolita,1962; Il dottor Stranamore, 1964; 2001: Odissea nello spazio, 1968; Arancia meccanica, 1971; Barry Lyndon, 1975; Shining, 1980; Full Metal Jacket, 1987;Eyes Wild Shut, 1999.

Nona Assemblea Annuale di Cittàcomune


Piacenza - sabato 19 marzo 2016 - ore 15,30 - 18,30 
presso la sede di Cittàcomune via Borghetto 2i (II piano) 
NONA ASSEMBLEA ANNUALE 
c i t t à c o m u n e 
(l’assemblea è aperta, oltre che ai soci, a tutti gli interessati) 
15.30-16.30: 
• relazione bilancio economico-organizzativo (Massimo Gardani
• relazione sull’attività civico-politica svolta (Marco Tanzi
• relazione sul lavoro culturale (Piergiorgio Bellocchio
16.30-18.30: dibattito tra i soci e i presenti approvazione bilancio ed eventuali documenti politico-programmatici 
Dalle ore 16 alle ore 19 si potrà votare per eleggere Direttivo, Presidente e Tesoriere dell’Associazione

sabato 27 febbraio 2016

Emergenze umanitarie e cittadinanza. Migranti, rifugiati e profughi oggi

Martedì 15 Marzo

Piacenza - Auditorium Fondazione

via Sant'Eufemia, 12



Emergenze umanitarie e cittadinanza.
Migranti, rifugiati e profughi oggi

Migliaia di uomini, donne e bambini bussano alle porte dell’Italia e dell’Europa, cercandovi scampo da fame, persecuzioni e terribili guerre: come stiamo rispondendo? Di certo, dalla natura e qualità di questa risposta dipende anche il futuro della civiltà europea.

Ne parla e discute con i presenti la sociologa

Chiara Marchetti




Chiara Marchetti è dottore di ricerca in Sociologia e insegna Sociologia delle relazioni interculturali presso l’Università degli Studi di Milano. Sui flussi migratori e il loro impatto sociale e culturale in Europa e in Italia ha pubblicato: Un mondo di rifugiati: migrazioni forzate e campi profughi (Bologna 2006); Cittadini possibili. Un nuovo approccio all'accoglienza e all'integrazione dei rifugiati (con M. Ambrosini, Milano 2008); Una nuova generazione di italiani (con E. Colombo e L. Domaneschi, Milano 2009).

Tra Primarie e tensioni internazionali. Gli Stati Uniti verso il dopo-Obama




Piacenza Auditorium Fondazione Via S. Eufemia 12
Martedì 1 marzo 2016 - ore 21

Tra Primarie e tensioni internazionali. 
Gli Stati Uniti verso il dopo-Obama 

Mentre stanno entrando nel vivo le Primarie per le prossime Presidenziali, quale bilancio si può fare del doppio mandato del primo presidente nero della storia Usa, Barack Obama? Quali i risultati della sua politica sul piano interno e internazionale? 

Ne parla e discute con i presenti l’americanista 
Bruno Cartosio 

Bruno Cartosio ha a lungo insegnato storia dell’America del Nord presso l’Università di Bergamo. Ha pubblicato tra l’altro: L’autunno degli Stati Uniti. Neoliberismo e declino sociale da Reagan a Clinton (1998, ShaKe), Gli Stati Uniti contemporanei, 1865-2002 (2002, Giunti), Contadini e operai in rivolta. Le Gorras blancas in New Mexico (2003, ShaKe). Tra i volumi più recenti: Più temuti che amati. Gli Stati Uniti nel nuovo secolo (2005, ShaKe), New York e il moderno (2007, Feltrinelli), I lunghi anni sessanta. Movimenti sociali e cultura politica negli Stati Uniti (2012, Feltrinelli), La grande frattura. Concentrazione della ricchezza e disuguaglianze negli Stati Uniti (2013, ombre corte). Cartosio ha fondato e dirige con Sandro Portelli e Giorgio Mariani “Ácoma. Rivista Internazionale di Studi Nordamericani”. Cittàcomune propone due incontri informativi e di approfondimento. Il primo sugli Stati Uniti, dove alla fine dell’anno si vota per il Presidente; il secondo sulle tragedie nel Mediterraneo, nel quale migliaia di persone rischiano la vita e troppo spesso trovano la morte, fuggendo da guerre terribili verso l’Europa.

venerdì 4 dicembre 2015

Ciclo Pasolini 20015 "Una disperata vitalità" - IV appuntamento: Pasolini oggi, come e perché

Piacenza - Auditorium Fondazione
via Sant'Eufemia, 12
Mercoledì 9 dicembre
 incontro conclusivo ore 21

Pasolini oggi, come e perché

ne discutono tra loro e con i presenti
Piergiorgio Bellocchio
Gianni D'Amo

Matteo Marchesini

Ciclo Pasolini 20015 "Una disperata vitalità" - III appuntamento: proiezione di "Il Vangelo secondo Matteo"



Piacenza - Auditorium Fondazione
via Sant'Eufemia, 12
Martedì 1 dicembre  ore 21

proiezione di:
IL VANGELO
SECONDO MATTEO
, 1964
presentazione di

P.G. BELLOCCHIO



Ciclo Pasolini 20015 "Una disperata vitalità" - II appuntamento: proiezione di "Accattone"

Piacenza - Auditorium Fondazione
via Sant'Eufemia, 12
Martedì 24 novembre  ore 21

proiezione di:
ACCATTONE
il primo film di Pasolini, 1961
presentazione di

Luigi Boledi

domenica 15 novembre 2015

lunedì 12 ottobre 2015

Jobs act, serata di discussione



Piacenza, Mercoledì 14 ottobre 2015, ore 21

Salone “N. Mandela”- Camera del Lavoro 

via XXIV maggio 18




Jobs act, riforma epocale

o ritorno al passato?

Ne discutono tra loro e con i presenti
Gianni Bernardini, Alessandro Miglioli
e Mino Politi

Un’occasione per approfondire i temi del lavoro ai tempi della crisi del sistema del welfare e delle relazioni sindacali 
SI RINGRAZIA LA CGIL PIACENTINA E LA CAMERA DEL LAVORO PER OSPITALITÀ



“Jobs act, riforma epocale o ritorno al passato?”: con questo titolo Cittàcomune, associazione politico-culturale che opera nella nostra città da quasi un decennio, organizza a una serata di approfondimento conoscitivo e confronto tra opinioni, anche diverse, sulla contrastata legge che di fatto sostituisce lo Statuto dei lavoratori del 1970 e delinea le nuove coordinate del mercato del lavoro. La serata sarà ospitata dalla Cgil piacentina mercoledì 14, con inizio alle ore 21, presso il salone “Nelson Mandela” della Camera del lavoro di Piacenza, in via XXIV maggio 18, luogo naturale per una discussione sui temi del lavoro e in grado di accogliere le lavoratrici e i lavoratori interessati, che gli organizzatori auspicano possano essere numerosi. L’occasione è la pubblicazione nelle scorse settimane, avvenuta senza particolare attenzione dei mass media o reazioni importanti degli attori sociali direttamente interessati, degli ultimi quattro decreti legislativi previsti dalla Legge delega con cui il Parlamento aveva a suo tempo affidato la materia al Governo (tra l’altro con voto di fiducia). Cittàcomune ha invitato a discuterne anche con i presenti – che potranno intervenire – Gianni Bernardini, Alessandro Miglioli e Mino Politi. Bernardini, tra i fondatori di Cittàcomune, è da diversi anni direttamente impegnato “sul campo” nella prevenzione e repressione delle varie forme di lavoro illegale quale ispettore Inps, e ha militato molto a lungo nella Cgil piacentina, nella quale ha ricoperto anche ruoli dirigenti, in particolare nel settore del pubblico impiego. Sandro Miglioli, che coordinerà la serata, ha cominciato a occuparsi professionalmente di Diritto del lavoro sin dai primi anni Settanta, agli inizi della sua lunga carriera di avvocato, quando fu impegnato in prima persona nella gestione della lunga crisi dell’Arbos. Mino Politi si occupa da decenni di dinamiche del mercato del lavoro, con un’attenzione e un’intelligenza critica che vanno ben oltre il suo ruolo di dirigente aziendale (negli anni Novanta è stato tra l’altro assessore allo Sviluppo economico della Giunta Vaciago).

I temi e problemi oggetto del Jobs act sono molti e complessi: nuovi contratti di lavoro e prospettive dell’occupazione, licenziamenti e precariato, nuovo sistema degli ammortizzatori sociali, controllo a distanza dei lavoratori, vigilanza ispettiva, politiche attive del lavoro ecc. E naturalmente l’analisi e il giudizio intorno ad essi si intrecciano con più generali valutazioni sull’azione politica del Governo Renzi e sul reale andamento dell’economia italiana ed europea. La materia per discutere non manca certo.

sabato 23 maggio 2015

Ciclo "UOMINI SOTTOTERRA" II appuntamento

UOMINI SOTTOTERRA
Ordinaria follia e costi umani della guerra di trincea
A cento anni dall’entrata dell’Italia nella Grande Guerra, il 24 maggio 1915, Cittàcomune propone due incontri su quell’evento tragico e decisivo per l’intera storia del Novecento

STORIA INTIMA DELLA GRANDE GUERRA
Lettere, diari e memorie di soldati italiani dal fronte
(a cura di Quinto Antonelli, Donzelli, 2014)


Ne discutono tra loro e con i presenti
Quinto Antonelli e Piergiorgio Bellocchio


Quinto Antonelli è responsabile dell’Archivio della scrittura popolare presso il Museo storico del Trentino, per cui ha curato la collana «Scritture di guerra», edita col Museo storico della guerra di Rovereto. Ha collaborato a La Grande guerra, curata da Mario Isnenghi e Daniele Ceschin per Utet. Si occupa delle narrazioni autobiografiche della gente comune, dei processi di educazione, della storia delle guerre del Novecento.

Piergiorgio Bellocchio ha fondato e diretto le riviste “Quaderni piacentini” (1962-1984) e “Diario” (1985-93). Scrittore e saggista, è presidente di Cittàcomune.

Storia intima della Grande guerra. Dopo i lontani libri di Omodeo (Momenti della vita di guerra) e Spitzer (Lettere di prigionieri di guerra italiani, 1915-18), Antonelli pubblica oggi nuove lettere, diari e memorie di soldati italiani. Chi scrive queste pagine, diversamente dagli ufficiali colti, che quando scrivono alla famiglia scrivono un po’ anche per i posteri, è per lo più un soldato subalterno (che prima della guerra faceva l’operaio, il contadino, l’artigiano). La sua unica ambizione è quella di rivolgersi ai suoi famigliari, per difendere quel ponte comunicativo che il conflitto rischia di interrompere: «Ti raccomando di scrivermi presto onde potermi rallegrare un poco, perché la mia vita di trincea è peggiore a quella dei nostri porci». Si tratta di una ricchissima documentazione (che quasi sempre si sottrae alle norme ortografiche e sintattiche, e per questo può sembrare ingovernabile), raccolta presso il Museo storico del Trentino e a lungo esclusa dal racconto nazionale, in quanto considerata marginale, se non conflittuale: gli autori sono infatti «tutti» gli italiani, anche quelli che un secolo fa erano sudditi dell’Austria e combattevano per lo più sul fronte galiziano: trentini, giuliani, triestini. L’esigenza di ristabilire il contatto con la famiglia è a volte minacciata dalla impossibilità di comprendere: chi è a casa non sa cogliere una realtà per sua natura indicibile; chi è al fronte non concepisce atteggiamenti che appaiono irrispettosi, superficiali: «Capirai a noi qua si divora la rabbia nel sentire che in Italia fanno delle feste per la presa di gorizzia e suonare le campane si dovrebbero vergognare».

giovedì 21 maggio 2015

Ciclo "UOMINI SOTTOTERRA" I appuntamento


UOMINI SOTTOTERRA
ordinaria follia e costi umani della guerra di trincea
A cento anni dall’entrata dell’Italia nella Grande Guerra, il 24 maggio 1915, Cittàcomune propone due incontri su quell’evento tragico e decisivo per l’intera storia del Novecento

Piacenza giovedì 21 maggio 2015 ore 21
Auditorium Fondazione, via Sant'Eufemia 12
proiezione del film "SCEMI DI GUERRA"
L'alienazione mentale nelle trincee di tutta Europa
Immagini di repertorio e interventi di storici delineano un quadro sintetico della produzione seriale di morte e mutilazioni nella guerra di trincea, con particolare attenzione alle psiconevrosi che colpiscono in gran numero i soldati. 

Dopo la proiezione intervengono 
Piergiorgio Bellocchio
Giovanni Smerieri

lunedì 16 marzo 2015

Ottava assemblea annuale - il nuovo direttivo

L'ottava assemblea annuale di cittàcomune svoltasi sabato 28 febbraio 2015 nei locali della sede stessa ha eletto il proprio Comitato Direttivo confermando Piergiorgio Bellocchio presidente e Massimo Gardani tesoriere.

 Il Comitato Direttivo è stato scelto nelle persone di: Piergiorgio Bellocchio, Gianni Bernardini, Mohamed Berrahou, Enrico Bertè (detto Chicco, Livio Boselli, Maura Bruno, Giovanni Callegari, Gianni D'Amo, Massimo Gardani, Mario Giacomazzi, Sandro Miglioli, Sergio Rossi, Francesco Serio, Simona Soffiantini e Marco Tanzi.

All'interno del Comitato Direttivo è stato successivamente nominato il Coordinatore nella persona di Marco Tanzi.

sabato 21 febbraio 2015


la tessera 2015 dedicata a Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini nasce a Bologna nel 1922 da Carlo Alberto, ufficiale di carriera, e Susanna Colussi, maestra. Seguendo le destinazioni del padre, abita a Parma, Belluno, Cremona, Scandiano, Bologna, dove frequenta il Liceo e si laurea in Lettere con una tesi su Pascoli. Ma la patria del cuore (Heimat) è Casarsa del Friuli, paese della madre: qui trascorre le vacanze estive e vive stabilmente dal 1942 al ’49, mentre nel farsi adulto il venire alla luce dell’omosessualità si intreccia con la fascinazione del mondo contadino (da cui l’attenzione al rapporto lingua-dialetto, friulano prima, romanesco poi). Ventenne, crede fermamente che «gli unici grandi educatori dell’umanità sono i poeti». Le due vocazioni associate, la poetica e la pedagogica, sono precocemente produttive: da una parte Poesie a Casarsa (1942, prontamente apprezzato da Contini) e le prose autobiografiche Atti impuri e Amado mio (pubblicate postume, 1982); dall’altra la scuola domestica attivata con la madre per i figli dei contadini. Apolitico per natura, la caduta del fascismo gli accende un nuovissimo entusiasmo civile. Arruolato poco prima dell’armistizio, riesce a tornare a Casarsa: l’opzione ideale per la Resistenza è immediata, ma diversamente dai coetanei Calvino, Fenoglio, Meneghello, non sceglie la lotta armata («Poi ci fu la Resistenza/ e io/ lottai con le armi della poesia»). Partigiano è invece il fratello diciannovenne Guido, che muore tragicamente in uno scontro tra la sua Brigata Osoppo e i garibaldini comunisti. Ciò nonostante, Pasolini è comunista, impegnato nella campagna elettorale del ‘48, nel ‘49 segretario della sezione Pci di San Giovanni. Denunciato per corruzione di minorenni e atti osceni in luogo pubblico, è espulso dal partito e rimosso dall’insegnamento.
Nel 1950 “fugge” dal Friuli con la madre e sceglie Roma (dove «si vive ancora tra i palmizi, come a Bandung»): città letteraria ma senza case editrici importanti, senza industrie ma col cinema. Gli si spalancano le “vaste praterie” delle borgate romane: Primavalle, Quarticciolo, Tiburtino, Pietralata. Pasolini le percorre instancabilmente, con «disperata vitalità» e passione per i ragazzi, erotica e poetica a un tempo. Ne diventa il cantore, prima in parole e poi in immagini: il romanzo Ragazzi di vita esce nel ‘55, Una vita violenta nel ‘59. La lettura di Gramsci lo stimola a miscelare la lezione della stilistica con la sociologia. Nella raccolta di versi Le ceneri di Gramsci (‘57), canta «la fine del decennio in cui ci appare/ tra le macerie finito il profondo/ e ingenuo sforzo di rifare la vita». È già fine della Storia, e l’inizio di un lungo, combattuto disincanto. Ma la vita com’è, quella continua: Pasolini sceglie il cinema, avendo alle spalle la sola esperienza di sceneggiatore. Il poeta, il romanziere, il critico confluiscono nel regista. Nel 1961 esce Accattone, e poi Mamma RomaLa ricotta,Il Vangelo secondo MatteoUccellacci e Uccellini, e ancora Edipo reTeorema… fino al Salò-Sade: tra il ‘61 e il ‘75 praticamente un film all’anno. Il cinema lo rende famoso e ne esalta la vocazione di leader, già testimoniata da amici liceali e poi dai coetanei sodali bolognesi nella rivista “Officina” (1955-59). Chiamato da Piero Ottone nel ‘73 a scrivere in prima pagina sul “Corriere della Sera”, sa trovare lo stile che parla a un pubblico ben più vasto, mentre recensisce libri sul settimanale “Tempo”. Scritti corsari (‘75), Lettere luterane(‘76), Descrizioni di descrizioni (‘79) raccolgono quegli interventi.
Pasolini arriva all’appuntamento continuando a praticare la poesia (del ‘61 è La religione del mio tempo, del ‘64 Poesia in forma di rosaTrasumanar e organizzar del ‘71), ma anche attraverso un intenso impegno giornalistico. Negli anni tra la “grande trasformazione” e il Sessantotto (che lo attira inesorabilmente, ma con una pregiudiziale riserva sulla «nuova gioventù», prodotto del “boom”), tiene sui settimanali “Vie Nuove” (1960-65) e “Tempo” (‘68-70) una vivace e spregiudicata corrispondenza coi lettori (ora in I dialoghi, Editori Riuniti, 1992). Affina la sua «astuzia socratica», come ha scritto A. Berardinelli, in vista di quella «saggistica politica d’emergenza che è la vera invenzione letteraria degli ultimi anni». Il Pasolini che inchioda il potere, sa che l’Italia non è solo il Palazzo, «è un Paese ridicolo e sinistro: i suoi potenti sono delle maschere comiche, vagamente imbrattate di sangue: “contaminazioni” tra Molière e il Grand Guignol. Ma i cittadini italiani non sono da meno»: antropologicamente mutati, vittime consenzienti del “genocidio culturale” e dell’idolatria delle merci indotti dalla televisione. Il Pasolini “corsaro” degli ultimi anni descrive processi già studiati da Horkheimer e Adorno, Marcuse, Fortini, Barthes. Ma la sua originalità sta nel cogliere la violenza concentrata e improvvisa del loro compiersi in Italia, nel viverli come una irrimediabile lacerazione personale, nella comunicazione diretta, spoglia di ogni orpello culturalistico. Pasolini muore la notte del 2 novembre 1975 all’Idroscalo di Ostia, assassinato da un “ragazzo di vita”, verosimilmente col concorso di altri.

OTTAVA ASSEMBLEA GENERALE


sabato 28 febbraio 2015 ore 15,30-18,30 presso la sede in via Borghetto 2i (II piano)

OTTAVA ASSEMBLEA GENERALE
c i t t à c o m u n e
(l’assemblea è pubblica e aperta, oltre che ai soci, a tutti gli interessati)

sabato 22 novembre 2014

Incontro con lo storico Marcello Flores


Cittàcomune e Isrec Pc (Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea
di Piacenza) propongono tre serate per ricordare Giacomo Matteotti (1885-1924), a novant’anni dal suo assassinio. 
Le abbiamo intitolate “Matteotti vivo”: per mettere al centro l’eccezionale intensità della sua vita, per sollecitare la riflessione sull’attualità etico-politica del suo riformismo intransigente.

GIOVEDÌ 27 NOVEMBRE - ORE 21 - TERZO INCONTRO - 
LA STORIA

PIACENZA - TEATRO DEI FILODRAMMATICI - VIA S. FRANCA 33

Dalla marcia su Roma al delitto Matteotti alla dittatura
VINCE IL FASCISMO.
COME E PERCHÈ… 
Incontro con lo storico Marcello Flores
Discutono con lui e con i presenti Carla Antonini e Alberto Bellocchio

Carla Antonini è direttrice dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isrec) di Piacenza.

Alberto Bellocchio è un narratore-saggista in liberi versi, con alle spalle decenni di impegno nella Cgil. Ha appena pubblicato il poemetto La casa dei martiri (Moretti&Vitali, 2014), un viaggio tra Dopoguerra, Biennio rosso e delitto Matteotti, con ampi riferimenti alla dimensione piacentina. Tra i precedenti libri: Sirena operaia e Il libro della famiglia (il Saggiatore, 2000 e 2004); La banda dei revisionisti e Ned Ludd, e che dio salvi il mestiere (Moretti& Vitali, 2002 e 2005).

Marcello Flores insegna Storia contemporanea e Storia comparata alla facoltà di Lettere dell’Università di Siena, dove dirige anche il Master in Human Rights and Humanitarian Action. Ha compiuto soggiorni di studio e periodi d'insegnamento a Berkeley, Cambridge, Parigi, Mosca, Varsavia, dove è stato per due anni addetto culturale presso l'Ambasciata d'Italia. È stato direttore della rivista ‟I viaggi di Erodoto” e collabora con la rivista ‟il Mulino”. Già assessore alla cultura del Comune di Siena (2006-11), fa parte del comitato scientifico per la pubblicazione dei documenti diplomatici italiani sull’Armenia. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: L’immagine dell’Urss. L’occidente e la Russia di Stalin (il Saggiatore, 1990); L’età del sospetto. I processi politici della guerra fredda (il Mulino, 1995); 1956 (il Mulino, 1996); In terra non c’è il paradiso. Il racconto del comunismo (Baldini&Castoldi, 1998); Verità senza vendetta. L'esperienza della Commissione sudafricana per la verità e la riconciliazione (Manifestolibri, 1999); Storia, verità, giustizia. I crimini del XX secolo (a cura di, Bruno Mondadori, 2001); Il secolo-mondo. Identità e globalismo nel XX secolo (il Mulino, 2002); Tutta la violenza di un secolo (Feltrinelli, 2005); Il secolo-mondo. Storia del Novecento (I e II, il Mulino, 2006); Il genocidio degli armeni (il Mulino, 2006); Storia dei diritti umani (il Mulino, 2008) e La fine del comunismo (Bruno Mondadori, 2011). È attualmente direttore scientifico dell’Istituto nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia (Insmli).

sabato 15 novembre 2014

FILM - IL DELITTO MATTEOTTI

Cittàcomune e Isrec Pc (Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Piacenza)      propongono tre serate per ricordare Giacomo Matteotti (1885-1924), a novant’anni dal suo assassinio.  
Le abbiamo intitolate “Matteotti vivo”: per mettere al centro l’eccezionale intensità della sua vita,  
per sollecitare la riflessione sull’attualità etico-politica del suo riformismo intransigente.   

VENERDI’ 21 NOVEMBRE - ORE 21 - 
SECONDO INCONTRO - UN FILM 

PIACENZA, TEATRO FILODRAMMATICI, VIA S. FRANCA 33

IL DELITTO MATTEOTTI 
 (regia di Florestano Vancini, 1973) 

La proiezione (ingresso gratuito) sarà preceduta da una presentazione di Piergiorgio Bellocchio 

Il delitto Matteotti è un film denso, teso, avvincente, frutto di una puntigliosa ricerca storica a più voci. Diretto da Florestano Vancini nel 1973, ricostruisce il rapimento e l’assassinio del deputato socialista da parte di una squadraccia direttamente collegata alle alte gerarchie fasciste, la crisi politica che ne segue, la definitiva vittoria del fascismo. Il film concentra in due ore le drammatiche vicende che si sviluppano tra il 30 maggio del 1924 e i primi mesi del 1925, dalla denuncia di Matteotti dei brogli e delle violenze fasciste durante la campagna elettorale, al discorso di Mussolini del 3 gennaio ‘25, alle bastonature che “spengono” le ultime voci del dissenso (Giovanni Amendola, Gobetti…). Franco Nero è un efficace Matteotti, “il Mussolini di Adorf è in assoluto il migliore tra quelli portati sullo schermo” (Morandini). Tra gli altri interpreti: Vittorio De Sica, Riccardo Cucciolla, Damiano Damiani, Renzo Montagnani, Umberto Orsini, Manuela Kusterman, Gastone Moschin.  

Florestano Vancini (Ferrara 1926 - Roma 2008) è animato sin dagli esordi dall'amore per il delta del Po, mentre tutta la sua carriera è caratterizzata da interessi storico-politici. Dopo alcuni pregevoli documentari (Alluvione 1950; Il delta padano 1951; Uomini soli 1959), esordisce nel lungometraggio con La lunga notte del '43 (1960, dal racconto di Bassani, premiato a Venezia quale migliore opera prima). Tra i film di questo periodo, che coniugano osservazione realistica e impegno: La banda Casaroli (1962); Le stagioni del nostro amore (1965, vincitore al Festival di Berlino del 1966); Bronte. Cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato (1972), in cui denuncia la spietatezza dei 'liberatori', guidati da Nino Bixio, nella repressione delle rivolte contadine in Sicilia. Il successivo Il delitto Matteotti (1973) conferma la vocazione all’impegno  storico-politico  di  Vancini. 
Piuttosto lontani dall'asciutto impianto delle opere precedenti, Amore amaro (1974) e Un dramma borghese (1979). Vancini si dedica anche alla televisione (La piovra 2, 1986; Piazza di Spagna1993; Ferrara, 1995).Torna al cinema dopo 21 anni con E ridendo l'uccise (2005),  suo ultimo film, ambientato nella Ferrara cinquecentesca degli Estensi. 
   

mercoledì 5 novembre 2014

"Un italiano diverso. Giacomo Matteotti"

Cittàcomune e Isrec Pc (Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Piacenza) propongono tre serate per ricordare Giacomo Matteotti (1885-1924), a novant’anni dal suo assassinio. Le abbiamo intitolate “Matteotti vivo”: per mettere al centro l’eccezionale intensità della sua vita, per sollecitare la riflessione sull’attualità etico-politica del suo riformismo intransigente.

Piacenza-Teatro Filodrammatici-via S. Franca 33

VENERDI’ 14 NOVEMBRE ORE 21 - PRIMO INCONTRO - UN LIBRO


Un italiano diverso.
Giacomo Matteotti”
(di G. Romanato, Longanesi, 2010)

La formazione, gli affetti, l’impegno politico-intellettuale, la passione e le contraddizioni di un socialista riformista, tra Grande guerra, Biennio rosso e nascente fascismo. Interrogarsi su come visse, per capire come e perché morì.

Incontro con Gianpaolo Romanato
Discutono con l’autore e con i presenti Fabrizio Achilli (Presidente Isrec Pc) e Gianni D’Amo di Cittàcomune

Gianpaolo Romanato, professore di Storia contemporanea all’Università di Padova e membro del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, è originario di Fratta Polesine (Rovigo), il paese natale di Matteotti. Nel 2010 ha pubblicato la biografia Un italiano diverso. Giacomo Matteotti (Longanesi).Tra i suoi volumi si segnalano: Cultura cattolica in Italia ieri e oggi e Religione e potere (Marietti, 1980,1981); Chiesa e società nel Polesine di fine Ottocento (Minelliana, 1991); L’Italia della vergogna nelle cronache di Adolfo Rossi (Longo, 2010); Pio X. Alle origini del cattolicesimo contemporaneo (Lindau, 2014), Premio Acqui Storia 2014.