"Bloggopolis"

La Piazza delle Idee nella Città del Dialogo

Le idee sono il motore di una realtà che vive e respira al di là della nostra sola mente. Ecco allora spuntare Bloggopolis, uno spazio contemporaneo per dar voce a una città saggia e antica che vuole parlare, dialogare e conversare del presente e del futuro. Una piazza in cui raccogliere, attraverso i vostri commenti, il 'sentiment' di una popolazione a volte silenziosa e timida, sicuramente generosa e propositiva. Una polis del nostro tempo, la cui piazza virtuale sia specchio di una città che ci sta a cuore. Piacenza ‘città comune’.


sabato 6 agosto 2011

8 agosto 1940 - Lo scoppio della Pertite



Forse non tutti lo sanno, ma sotto i portici di Palazzo Gotico una lapide ricorda lo scoppio del 1940 alla Pertite che fece 47 morti tra le donne e gli uomini che lavoravano allo stabilimento e fece decine di feriti, alcuni dei quali rimasero invalidi. 
Una triste pagina della storia della città di Piacenza che tutti noi dovremmo ricordare 


Qui sotto le testimonianze dei parenti delle vittime, intervistati nel 2009 dai ragazzi della scuola media Calvino che oggi confina con l'area:

"non capimmo subito che lo scoppio era alla Pertite, da giorni gli inglesi stavano bombardando Genova e il rumore dei botti arrivava fino a Piacenza, ma poi vedemmo il cielo nero..."

"...quando baciavo la mamma le dicevo che era amara, la sua pelle assorbiva la polvere della pertite e le sue unghie erano sempre giallo zafferano...."

"..dopo lo scoppio si alzò un fumo nero in cielo, l'onda d'urto ruppe i vetri delle finestre fino alle case del centro...per altri trenta minuti caddero detriti e pezzi di persone, fino a S.Antonio..."

"..tutti scappavano verso la città, io correvo a piedi nudi, escoriandomeli, verso la Pertite alla ricerca della mamma"

"..vidi il mio vicino di casa gridare, aveva il braccio a penzoloni.... le donne strillavano, erano fuori dalle grazie di Dio..."

"..la zia venne salvata perché aveva fuori la mano dalle macerie...visse per altri 20 anni, ma sempre malata..."

"..ricordo che il nonno era capotecnico. Ogni giorno da casa, in centro, si recava al lavoro con la sua borsa con dentro una ciambellina e la sua pipa...... "

“..Quel giorno mio padre, accorso sul posto, vide la trave del soffitto che aveva sfondato 
la sua scrivania del nonno...che non morì subito, è morto in casa dopo qualche giorno...non me lo fecero vedere..."

"...io stavo giocando a biglie, al secondo scoppio caddi in ginocchio per lo spostamento d'aria.."

giovedì 28 luglio 2011

La lotta dei lavoratori Gesco-TNT. L'intervento di Giovanni Callegari

 
Ieri sera è stato firmato l’accordo sindacale che riguarda i lavoratori del consorzio Gesco in appalto presso la TNT, scesi in lotta da alcune settimane. Consideriamo che anzitutto questi lavoratori hanno avuto il merito, pagando di persona, di avere
imposto per qualche tempo all’attenzione di tutti il tema del Lavoro e delle sue condizioni, del salario, della condizione particolare dei lavoratori extracomunitari, nonché di quelli impiegati nelle cooperative e nella logistica. Su tali questioni Cittàcomune si era già attivata nel marzo 2009 proponendo all’attenzione dei piacentini un ciclo di conferenze, dibattiti e proiezioni di film presso la Camera del Lavoro di Piacenza con la collaborazione della stessa CGIL. Impegno che ha avuto seguito nel maggio del 2010 con una iniziativa presso la sala Giordano Bruno
organizzata in compartecipazione con l’associazione “Cambia l’Italia” e tutta incentrata sulle ambiguità della nuova "cooperazione”, che si aggiudica appalti a prezzi stracciati risparmiando illegalmente sui costi del lavoro e della sicurezza.
 Sono questioni che a nostro parere toccano i nervi scoperti di coloro che a vario titolo si occupano di lavoro. Di chi il lavoro ce l’ha, di chi non ce l’ha e di chi ce l’ha ma sottopagato e incerto. Toccano anche le organizzazioni sindacali, le associazioni e i partiti che si collocano nel centrosinistra ma anche altri soggetti: il mondo della cooperazione, le associazioni cattoliche, il volontariato ed infine istituzioni locali quali Comune e Provincia.
Chiediamo di non archiviare l’argomento una volta risolta la questione specifica TNT e segnaliamo anche un certo ritardo nell'affrontare la questione da parte dei sindacati confederali. In tal senso ci sembra un buon segnale che la CGIL abbia approntato una apposita task force di vigilanza per raccogliere e smascherare gli illeciti nel mondo del lavoro nel nostro territorio. Riteniamo inoltre che si imponga una riflessione sulle profonde differenze delle condizioni materiali tra lavoratori. Differenze che hanno rotto l’unità tra gli stessi lavoratori e che hanno dato origine a divisioni profonde. Pensiamo a chi dei diritti acquisiti ne fa un feticcio e a chi perdendo il lavoro (ed ammesso che lo ritrovi) di diritti non ne avrà più perché avrà cambiato la tipologia di assunzione. Pensiamo a chi i diritti non li ha mai acquisiti perché magari essendo giovane si è appena affacciato e a fatica al ciclo produttivo.
Pensiamo a coloro non possono esigere i loro diritti perché non sarebbero assunti, o sarebbero licenziati e, soprattutto se extracomunitari, sarebbero direttamente espulsi dal mondo del lavoro.
Certo ci saranno esigenze di impresa da considerare, tempestività, flessibilità, stagionalità, dimensione dell’azienda e se di tipo tradizionale o cooperativa….
Se dalla generalità dei lavoratori non sono accessibili i diritti universali, un salario contrattato e dignitoso, le ferie, la malattia, la libertà di associazione sindacale, i contributi sociali, la sicurezza sul lavoro, va da sé che, complice anche la durezza della crisi, non ci sarà più nessun lavoratore che avrà alcunché di acquisito. Pensiamo che il movimento cooperativo debba continuare a rappresentare valori di libera associazione e partecipazione tra lavoratori e che proprio a partire da questi valori dovrebbe rimarcare l’abissale differenza tra sé e quelle cooperative finte che servono solo per fornire manodopera a basso prezzo. Pensiamo che il movimento cooperativo in primis debba spingere per una legislazione che impedisca il proliferare di cooperative spurie e/o fasulle. Pensiamo che le associazioni degli imprenditori, che appaltano i lavori abitualmente al prezzo più basso e credono in questo modo di “competere” e soprattutto evitare il problema della gestione del personale e del rispetto dei contratti collettivi di settore, debbano ripensare ai loro modelli organizzativi, che hanno permesso il proliferare di questi fenomeni. Quando si tira troppo la corda sulle condizioni di lavoro e sulle retribuzioni il conflitto esplode inevitabilmente e il conto da pagare ai lavoratori, all’INPS, all’INAIL e al Fisco per le violazioni riscontrate ricade giustamente sull’impresa committente, che si accorge soltanto dopo di non aver fatto i conti con le conseguenze dei suoi comportamenti. Pensiamo anche che il Consiglio Comunale e quello Provinciale, i partiti e le associazioni dovrebbero aprire una seria riflessione sulla logistica a Piacenza su cosa abbia comportato in termini di cementificazione e impermeabilizzazione di vaste aree a ridosso della periferia, di quanto inquinamento da trasporto su gomma abbia portato, di quanti pochi lavoratori con elevata professionalità abbia assorbito e invece di quante false cooperative abbia generato. Forse quei lavoratori stranieri non avranno realizzati tutti i loro obiettivi, noi ci auguriamo di si, e comunque vada la nostra solidarietà, da lavoratori a lavoratori, è rivolta a loro. Le conquiste ottenute con le lotte che le generazioni passate dei lavoratori italiani hanno fatto dal dopoguerra per trent’anni, in Italia o all’estero da emigranti, sono per tutti e dovremmo rimproverarci se non si riuscisse a consegnarle alle future generazioni e a tutti i lavoratori.

per il Direttivo di Cittacomune

Giovanni Callegari

martedì 26 luglio 2011

Roy Paci & Aretuska - Nuntereggae Più

L'omaggio di Roy Paci & Aretuska a Rino Gaetano: una sfilza aggiornata di "nuntereggae più" che speriamo si possa cantare in tanti, sempre di più...

- Nuntereggae Più

venerdì 1 luglio 2011

A Piacenza le primarie del centrosinistra: sogno o realtà?

Pubblichiamo questo interessante intervento di Barbara Corso apparso sul quotidiano "Libertà" di oggi 1 luglio 2011 perché ci sembra condivisibile per molti aspetti e perché contribuisce ad aprire una positiva discussione nell'intero centrosinistra piacentino.
 
Il Partito Democratico non tema le primarie


Vorrei dare un mio piccolo contributo e –nelle mie intenzioni- un piccolo aiuto alla discussione del PD per le prossime amministrative di Piacenza, anche per raccogliere l’appello del segretario che sulla stampa si dice comprensibilmente stanco per i numerosi impegni e incarichi che riveste. Dalla sua nascita il PD sta cercando di costruire un modello innovativo di forma partito, all’altezza che stiamo attraversando: abbiamo preso atto che si va assottigliando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, che le forme tradizionali di partecipazione sono insufficienti per dare risposte ad una domanda crescente di politica e che contemporaneamente –in un mondo dominato dai media, dalla tv e oggi anche da internet ai comizi si sostituiscono i talk show e i partiti di massa si trasformano in partiti di opinione. Può piacere o no, ma è un dato di realtà.
Per questo abbiamo raccolto la sfida di definire, anche attraverso la scelta delle primarie, strumenti innovativi e moderni, pur sempre perfettibili, di partecipazione, rappresentanza democratica e selezione della classe dirigente. Tra parentesi non credo che questo sia IL SOLO tratto identitario del PD, che dovrebbe invece concentrarsi con altrettanta determinazione nel definire una proposta politica chiara e condivisa a partire dai temi economici e sociali: oggi si pongono con indifferibile urgenza in un paese in affanno, che fatica a vedere vie d’uscita e cui viene progressivamente meno la coesione sociale. E ciò ricade drammaticamente anche sul nostro territorio, come dimostrano ancora le ultime vicende di RDB e della chiusura dei negozi in città. Tuttavia il PD ha sempre cercato di selezionare candidature e rappresentanze in modo coinvolgente e aperto, nel tentativo di ricucire un rapporto più forte con iscritti ed elettori, quel rapporto che nei partiti tradizionali e in una società meno complessa e “liquida” era garantito da un forte radicamento sociale e territoriale. Anche il PD locale sarebbe più forte se dimostrasse coerenza nelle scelte: la partecipazione non può essere messa in campo a fasi alterne, a seconda di chi ne trae vantaggio. Oggi commissioni e mediazioni di vertice sono promosse proprio da coloro che in altre recenti occasioni invocavano le primarie - peraltro sfondando una porta aperta - con toni aggressivi sui giornali. Gli stessi che avevano tradito –solo nel 2008- gli esiti delle primariette per le candidature al Parlamento, forzando a livello nazionale sulla composizione della lista nella direzione opposta a quella indicata dal territorio. Oggi la memoria collettiva è molto corta, ma non credo si possa andare avanti a corrente alternata. Con parole esplicite, le primarie non possono essere buone o cattive a seconda che siano utili ai candidati più graditi.
Non capisco quindi –o, meglio, preferirei non capire- quale sia la ratio del percorso del PD locale per le prossime comunali del nostro capoluogo: il vertice provinciale “scippa” al PD cittadino la facoltà di prendere le determinazioni in merito; il segretario, gli organismi e i circoli della città vengono coinvolti solo in parte e solo a seguito di una loro reazione a questo atteggiamento verticistico e anacronistico; si sostiene apertamente (forse l’innovazione è questa!?!) la necessità di un candidato unico del PD nel tentativo di imbavagliare la discussione tenendola il più possibile circoscritta, come se il PD, che sicuramente ha candidati competenti e autorevoli, dichiarasse pubblicamente il timore di confrontarsi con la coalizione; non si discute dei confini della coalizione, come non si discute della visione di Piacenza nei prossimi 10 anni, se non forse in qualche iniziativa tutta rivolta all’interno; si costituisce un’arcaica commissione, di cui non si capiscono, se ci sono, i criteri di rappresentanza; se non ci sono ,non se ne comprende la necessità: esiste un esecutivo, esistono commissioni di garanzia. Le amministrative a Milano e Torino ci hanno insegnato qualcosa: con il vento favorevole e in campo candidati autorevoli, non abbiamo nulla da temere dalle primarie. A Torino Fassino si è confrontato anche con altri candidati del PD, ma la sua serietà, la sua cifra, la sua credibilità non ne hanno certo risentito; anzi, ne sono uscite rafforzate. A Milano il PD si era presentato candidando solo Boeri alle primarie, ma Pisapìa, il candidato più competitivo, ha vinto ugualmente primarie e elezioni. Oggi a Piacenza ha timore delle scelte partecipate solo chi vuole indicare con obsoleti tatticismi un proprio successore e non pensa di aprire – pur nella continuità con la scorsa amministrazione - una nuova fase di progetto e di governo. L’immagine del PD piacentino scaturita in questi giorni è quella di una organizzazione che si chiude nel palazzo, impantanata nel tentativo di far passare come univoco il nuovo erede gradito a chi conta, più che concentrata in una discussione veramente plurale nei contenuti e nelle candidature, aperta e utile alla città. Avendo ovviamente a cuore i destini collettivi del mio partito, non riesco a restare in silenzio mentre vedo che sceglie di non raccogliere nelle proprie vele quel vento a noi favorevole che altrove spira nel paese. Bisogna decisamente invertire la rotta per poterlo intercettare anche qui.

Barbara Corso 
Iscritta al Pd

venerdì 24 giugno 2011

A Salty Dog - Procol Harum

 
Una canzone che fa venire i brividi e che racconta di mare, di tempeste e di solitudini. Che alla generazione degli anni settanta richiamerà ricordi e sentimenti. 
La proponiamo perché magari possa comunicare belle sensazioni anche ad altre generazioni.

martedì 21 giugno 2011

Seconda Serata cittàcomune: la festa

Dalla serata cittàcomune del 17 giugno:
LA FESTA!
foto di Sergio Ferri

Seconda Serata cittàcomune: ritratti dal convegno

Ritratti dal convegno 
"Nessuno si senta escluso".
Foto regalateci da Sergio Ferri effettuate durante la Seconda Serata cittàcomune.
Cooperativa "La Magnana" 17 giugno 2011.
Grazie a tutti!

domenica 19 giugno 2011

Fronte Popolare di Giudea

Una satira dei magnifici e sempre attuali Monty Python, discussioni che a quelli di noi meno giovani ricordano tempi del passato non tanto recente: infinite digressioni sui nomi delle cose, polemiche pretestuose e fondate sul nulla, settarismi duri a morire...
Un po' come è ancora oggi con qualche piccola variazione. Comunque si ride di gusto!



giovedì 9 giugno 2011

seconda SERATA cittàcomune


Piacenza, venerdì 17 giugno 2011 ore 18
coop “La Magnana”, strada Magnana 20
“Nessuno si senta escluso”
Bisogni e cittadinanza attiva oggi
Cittàcomune propone un incontro su presente e futuro dei servizi sociali, tra pubblico e privato

Ne discutono tra loro e con i presenti
Marco Tanzi Associazione “cittàcomune” (“Spunti per una riflessione sul welfare locale”)
Stefano Zanaboni Presidente Cofies (“I servizi sociali oggi, tra pubblico e privato”)
Francesco Argirò Caritas Diocesana Pc (“Il ruolo del volontariato nel welfare locale”)
Pierangelo Solenghi Consorzio Sol.co Pc (“La cooperazione sociale a Piacenza”)
Luigi Squeri Dirigente Servizi sociali comunali Pc (“Il Comune: il punto di vista tecnico”)
Claudia Fiaschi Consorzio Cgm (“Nuovi orizzonti di welfare e cooperazione sociale”)
Alberto Alberani Legacoop Emilia Romagna (“Il modello emiliano, tra vecchio e nuovo”)
Interviene il Vice Sindaco di Piacenza
Francesco Cacciatore
seconda serata cittàcomune
parole cibo e musica per stare insieme, discutendo
di cosa stiamo facendo e di cosa vogliamo fare

cittàcomune si impegna a non escludere davvero nessuno e per questa occasione sarà presente il servizio di interpretariato Italiano/Lingua dei Segni Italiana

A seguire: aperitivo alcolico e analcolico - insalate e
salumi - torte salate e dolci - alle ventuno piatto caldo

“La Magnana” è un luogo ospitale e accogliente per tutti, dai bambini agli anziani. Sono graditi doni in forma di torte e bevande. Il buffet è a offerta libera, il ricavato della serata andrà interamente alla coop. “La Magnana”

TESSERAMENTO 2011 “Cittàcomune” è una associazione politico-culturale autogestita attraverso l’impegno volontario dei soci e autofinanziata dal tesseramento annuale.

sabato 4 giugno 2011

Si vota e si vota Si





clicca sul volantino per leggerne i contenuti




12-13 GIUGNO 2011
SI Vota
e a Piacenza SI vota 5 volte SI




  • 2 Si per l'Acqua bene comune

  • Si al referendum sul legittimo impedimento

  • Si al referendum sul nucleare

  • Si al referendum cittadino sul Parco della Pertite


venerdì 3 giugno 2011

Il Viaggiatore Leggero - i video

Presentazione del volume "Il viaggiatore leggero" scritti 1961-1995 di Alexander Langer

mercoledì 1 giugno 2011

L'intervento di Gianni D'Amo

L'intervento di Lanfranco Bolis

L'intervento di Goffredo Fofi

venerdì 20 maggio 2011

"Il viaggiatore leggero"

ALTRONOVECENTO
movimenti, pensiero critico, testimonianza
nel secondo dopoguerra italiano e europeo

Piacenza, Mercoledì 1 giugno 2011, h. 21,
via Sant’Eufemia 12

presso l’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano


Presentazione del volume di
Alexander Langer
Il viaggiatore leggero
Scritti 1961-1995
(Sellerio, 2011)
Ne discutono tra loro e con il pubblico presente
Lanfranco Bolis, Gianni D’Amo
e Goffredo Fofi




Alexander Langer è nato a Sterzing (Vipiteno-Bolzano) nel 1946 ed è morto suicida a Firenze nel 1995. Ha dedicato l’intera vita all’impegno sociale e civile, dall’adolescenza cristiana al Sessantotto alla militanza in “Lotta continua”, dall’ecologismo al pacifismo e alla solidarietà tra Nord Sud e Est del mondo, che si è concretizzato nei suoi ultimi anni in una presenza sul campo e senza mai risparmiarsi nei luoghi tragici della guerra nella ex Jugoslavia. Eletto a diverse cariche istituzionali, da quelle locali fino alla presidenza del gruppo dei Verdi al Parlamento europeo, Langer non si è lasciato imprigionare nella routine e nell’autoconservazione della politica corrente, mantenendo uno sguardo in grado di vedere lontano nella difficoltà della convivenza contemporanea e nella minaccia che pesa sulla vita della Terra, praticando uno stile di vita quotidiano che non contraddicesse le convinzioni proclamate e anzi ne offrisse una prima verifica e conferma. La “riconversione ecologica” di cui ha parlato, nelle sforzo di tenere insieme drammatici contrasti del presente e futuro possibile, investe il modo di vivere di ciascuno di noi. Come ha scritto Goffredo Fofi nella “Introduzione” al libro, Langer ci ha insegnato “a piantare la carità nella politica. Proprio piantare, non inserire, trasferire, insediare. E cioè farle mettere radici, farla crescere, difenderne la forza, la possibilità di ridare alla politica il valore e la responsabilità di uno e di tutti verso la cosa pubblica, il bene comune, verso la solidarietà tra gli umani e tra loro e le altre creature”.

Incontri di filosofia



una gustosa parodia della "lotta" tra il pensiero classico e quello moderno propostaci dai Monty Python.

mercoledì 11 maggio 2011

Pier Paolo Poggio

Pier Paolo Poggio sarà ospite a Piacenza martedì 17 maggio per presentare il suo libro Il sistema e i movimenti Europa 1945-1989.
Lo vediamo qui presentare il precedente L’età del comunismo sovietico. Europa 1900-1945.
Pubblichiamo quest'intervista per sollecitare una discussione sui temi che affronteremo durante la serata.

sabato 7 maggio 2011

Altronovecento

clicca sul volantino per leggere il programma
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ALTRONOVECENTO
movimenti, pensiero critico, testimonianza
nel secondo dopoguerra italiano e europeo

Piacenza, Martedì 17 maggio 2011 ore 21, via Sant’Eufemia 12
presso l’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano

Presentazione del volume a cura di
Pier Paolo Poggio
Il sistema e i movimenti
Europa 1945-1989 (Jaca Book, 2011)

Ne discutono tra loro e con il pubblico presente
Piergiorgio Bellocchio e i coautori Gianfranco
Fiameni, Pier Paolo Poggio, Franco Toscani


Il libro è il secondo volume di un più ampio progetto della Fondazione Micheletti di Brescia in collaborazione con Editoriale Jaca Book (L’Altronovecento. Comunismo eretico e pensiero critico), teso a restituire un immenso patrimonio di esperienze ed idee: critiche, eretiche, “altre” da quelle per decenni proposte dalle ideologie dominanti. Dopo il tomo su L’età del comunismo sovietico. Europa 1900-1945 (2010), Il sistema e i movimenti. Europa 1945-1989 propone alcune decine di saggi, scritti da autori sia affermati che sconosciuti al grande pubblico (coordinati da Pier Paolo Poggio, direttore della Fondazione Micheletti), attraverso i quali riconsiderare conflitti sociali e movimenti, ideologie e teorie critiche, testimoni e pensatori, che hanno caratterizzato Italia ed Europa – dell’Ovest e dell’Est – nei decenni del secondo Novecento.

Il dissenso in Urss e le lotte operaie nell’Est europeo fino alla dissoluzione del sistema sovietico, l’affermarsi dell’industria culturale, il Sessantotto in Francia Italia Inghilterra e Germania, il movimento studentesco e quello femminista, l’operaismo italiano, il dissenso religioso, la minaccia atomica, la riconversione ecologica... si alternano a una rassegna di figure di eccezionale interesse: da Sartre e Camus a Foucault e Debord, da Adorno a Marcuse, da Anders alla Arendt a Krahl, da E. De Martino a Fortini e Timpanaro, da Panzieri a Bosio a Montaldi (su cui ha scritto Gianfranco Fiameni), da Balducci (su cui ha scritto Franco Toscani) a Ivan Illich.

mercoledì 4 maggio 2011

La censura non esisite



Un divertente sketch d'epoca con Manfredi e Panelli, una satira sulla censura (e sull'autocensura), che fa pensare e ridere ancora oggi. Certo i centimetri di pelle esposta, le parole ed il buongusto hanno subito all'apparenza evoluzioni enormi. Ma quanta effettiva libertà di espressione, di istruzione, di informazione ci è data?

mercoledì 20 aprile 2011

25 aprile a Lugagnano

COMUNE DI LUGAGNANO VAL D’ARDA
Provincia di Piacenza

1945 – 2011 anniversario della liberazione

Lunedì 25 aprile 2011
Programma

ORE 8.40 Raduno presso Palazzo Gandolfi
Ore 9,00 Santa Messa Chiesa Parrocchiale San Zenone
Ore 10,00 Sfilata con gonfaloni e labari verso piazza IV Novembre

Saluto del Sindaco
Orazione Ufficiale del prof. Giovanni D’Amo
Interverrà alla cerimonia il Coro Montegiogo


La cittadinanza è inviata a partecipare

Il Sindaco
Jonathan Papamarenghi

lunedì 11 aprile 2011

Referendum Parco della Pertite

AVVISO URGENTE A TUTTE E TUTTI COLORO CHE SONO PER IL PARCO DELLA PERTITE,

Il termine ultimo delle nostre firme per poter arrivare al Referendum (PARCO Sì/PARCO no) è stato fissato al 21 APRILE... abbiamo pochi giorni per raggiungere l'obiettivo:

FAR SENTIRE LA VOCE DEI PIACENTINI!

se sei residente a Piacenza, corri a firmare:
presso l'ufficio elettorale di via Beverora,
presso le CIRCOSCRIZIONI da lun a ven ore 9-12....
e anche all'URP di PALAZZO GOTICO ore 9-12....
banchetti anche presso i parchi pubblici:
LUNEDì 11 aprile sul Pubblico Passeggio (ore 16.30-19)
MARTEDì 12 parco GALLEANA (ore 16.30-19)
MERCOLEDì 13 via Emanuelli (ore 16.30-19)
GIOVEDì 14 via OTTOLENGHI (ore 16.30-19)
il sabato e il mercoledì (ore 9-12) al MERCATO angolo via Chiapponi/ XXSettembre

non perdere l'occasione: se sei residente a Piacenza,
DIVENTA PROTAGONISTA DEL TUO FUTURO!!
firma = PARCO SI= OSSIGENO = SALUTE = LAVORO PER TUTTI!

Bosco in Città,
PERTITE per TUTTI!

Festa d'aprile

FESTA D’APRILE
NUOVE RESISTENZE


Sabato 16 aprile h. 17, Piacenza, Orti di via Degani

Giovani e scelta partigiana
Racconto/intervista a partigiani piacentini: i motivi della scelta giovanile per la Resistenza

con i partigiani Stelio Skabic e Ugo Gobbi
conduce Gianni D’Amo

a seguire musiche popolari

sabato 2 aprile 2011

Prove di un mondo diverso



martedì 5 Aprile 2011, ore 20,45
Salone Nelson Mandela
Camera del Lavoro Via XXIV Maggio, 18 – Piacenza

PROVE DI UN MONDO DIVERSO

Quale modello di sviluppo?
Crisi dell'auto, modelli energetici, acqua e beni comuni:
quale futuro per un modello dignitoso in una società sostenibile?
Ne parliamo con:

Guido Viale
economista e scrittore, membro del comitato tecnico-scientifico dell'Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente (ISPRA)

GASP - Gruppo d'Acquisto Solidale Piacentino
Comitato Referendario Piacentino

lunedì 14 marzo 2011

Intervento

Consigliamo la lettura di quest'intervento di Gianni D'Amo, forse un po' lungo ma certamente un interessante excursus nella storia di questi 150 anni d'Italia.
Un intervento che parla dell'Italia di ieri e che spiega un po' d'Italia di oggi.

clicca su questo link:
Approfondimenti_D'Amo_150°


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Piacenza, giovedì 17 marzo 2011, ore 17.30

Presso la sede in Via Borghetto 2/i



brindisi per la festa del

150° anniversario

dell’Unità d’Italia




domenica 13 marzo 2011

lunedì 7 marzo 2011

Presentazione "Diario"



Piacenza - Teatro dei Filodrammatici
via Santa Franca 33
MERCOLEDI’ 23 MARZO 2011, ore 21

“Cittàcomune” propone la presentazione del volume (Quodlibet, 2010)

D i a r i o

1985-1993 - Riproduzione fotografica integrale dell’omonima rivista di
Piergiorgio Bellocchio e Alfonso Berardinelli

Ne discutono con i due autori e con i presenti
Gianni D’Amo e Matteo Marchesini


Da Quaderni piacentini, rivista collettiva per eccellenza, a Diario, rivista personale: dal noi all’io. “Opera a puntate” che offre descrizioni insuperate della società italiana nella lunga e inconclusa transizione dalla Prima alla Seconda Repubblica, Diario fu interamente scritta e autogestita, tra il 1985 e il 1993, da Piergiorgio Bellocchio e Alfonso Berardinelli, con la sola compagnia di grandi autori del passato di volta in volta antologizzati (secondo la formula “due vivi e un morto”), e l’ambizione di “purificare il linguaggio della tribù”, per tornare a “essere presi in parola”. Paolo Febbraro, nel recensire la riproduzione fotografica integrale in volume proposta ora dall’editore Quodlibet, si sofferma sulla “prosa naturale, cristallina, inappellabile, che fa di Diario una delle più interessanti riviste del secondo Novecento, uno dei piccoli paradisi che forse abbiamo perduto” (il manifesto,11 novembre 2010). Solipsismo pessimista? “Nient’affatto”, sostiene oggi Bellocchio, “tra le cause della fine di Diario ci fu anche la constatazione che non lo eravamo stati abbastanza: le cose sono andate ancora peggio di quel che avevamo previsto”. Operazione elitaria, rivista impolitica, dismissione di responsabilità? Al contrario: “I due autori concordano nel considerare quegli anni i più liberamente e felicemente produttivi della propria attività letteraria. Scrivendo Diario, ci siamo sentiti politicamente impegnati come mai prima”.

Piergiorgio Bellocchio ha fondato con Grazia Cherchi e diretto per circa vent’anni “Quaderni piacentini”. Ha esordito nella narrativa con I piacevoli servi (Mondadori, 1966). Dal 1985 al 1993 ha pubblicato “Diario”, rivista redatta con il solo Alfonso Berardinelli. La sua produzione critica e saggistica è raccolta in vari volumi, tra cui: Dalla parte del torto (Einaudi, 1989), Eventualmente (Rizzoli,1993), L’astuzia delle passioni (Rizzoli, 1995), Oggetti smarriti (Baldini&Castoldi, 1996), Al di sotto della mischia. Satire e saggi (Libri Scheiwiller, 2007). È presidente dell’associazione politico culturale “cittàcomune”.

Alfonso Berardinelli ha insegnato Letteratura contemporanea all’Università di Venezia fino alle dimissioni volontarie nel 1995. Ha pubblicato tra l’altro: Il critico senza mestiere (Il Saggiatore, 1983), La poesia verso la prosa (Bollati Boringhieri, 1994), L’eroe che pensa (Einaudi, 1997), La forma del saggio (Marsilio, 2002 e 2008) e, con H. M. Enzesberger, Che noia la poesia (Einaudi, 2006). Tra i suoi ultimi libri: Casi critici. Dal postmoderno alla mutazione (Quodlibet, 2007); Poesia non poesia (Einaudi, 2008).

Gianni D’Amo insegna Storia e Filosofia al liceo statale di Codogno (Lodi). Consigliere comunale a Piacenza, è tra gli animatori dell’associazione politico-culturale “cittàcomune”. Per Dieci libri. Letteratura e critica 2007-2008 (a cura di A. Berardinelli, Libri Scheiwiller, 2008) ha scritto: “Il saggismo morale di Bellocchio” e “L’ombra lunga della guerra. Intervista a Guido Crainz”.

Matteo Marchesini collabora all’annuario critico di poesia curato da Giorgio Manacorda (Castelvecchi). Dal 1999 al 2003 ha gestito a San Giovanni in Persiceto (Bo) una piccola libreria specializzata in poesia e narrativa per ragazzi. Nel 2003 ha pubblicato il libro di poesie Asilo (Arezzo, Ed. degli Amici), nel 2004 ha vinto il Premio di narrativa Iceberg con la raccolta di racconti Le donne spariscono in silenzio (Bologna, Pendragon, 2005). Un suo ritratto critico di Piergiorgio Bellocchio compare sul n.129 de Lo straniero attualmente in libreria.

venerdì 4 marzo 2011

La tessera 2011 dedicata a Piero e Ada Gobetti

Piero Gobetti nasce a Torino nel 1901. I genitori gestiscono una piccola drogheria, i nonni erano contadini. Ingegno precocissimo, ottimi studi, si laurea con una tesi sulla filosofia politica di Alfieri. Ancora liceale aveva diretto la rivista Energie Nove, interrotta per dar vita a La Rivoluzione Liberale (1922-25), in cui si riconobbero molti giovani (Carlo Levi, Giacomo Debenedetti, Ernesto Rossi, Camillo Berneri, Carlo Rosselli, Riccardo Bauer, Natalino Sapegno, Eugenio Montale, Adriano Olivetti, Lelio Basso ecc.), riscuotendo anche la stima e la solidarietà di politici e studiosi più che affermati (Salvemini e Croce, Pareto, Amendola, Einaudi, Salvatorelli, Prezzolini ecc.). Accanto alla rivista, la casa editrice, che inalbera il motto greco e alfieriano: “Che ho a che fare con gli schiavi?” Con la vocazione pedagogica, Gobetti aveva “la virtù tutta sua di attrarre gli spiriti più diversi e ottenere da loro il lavoro a cui fossero portati, traendo da ciascuno quel che poteva dare di meglio” (Mario Fubini). E ancora, un fervore organizzativo e una capacità di lavoro straordinari. Da suoi appunti pubblicati postumi: “Ho in mente una mia figura ideale di editore. Mi ci consolo, la sera dei giorni più tumultuosi… dopo aver scritto 10 lettere e 20 cartoline, rivedute le terze bozze del libro di Tilgher o di Nitti, preparati gli annunci editoriali per il libraio, la circolare per il pubblico, le inserzioni per le riviste, litigato col proto che mi ha messo un errore nuovo dopo 3 correzioni, mandato via rassegnato dopo 40 minuti di discussione il tipografo che chiedeva 10 lire di aumento per foglio, senza concederglielo; aiutato il facchino a scaricare le casse di libri quando ci sono solo più io ad aspettarlo, schiodata io stesso la prima cassa per vedere i primi esemplari e soffrire io solo del foglio che è sbiancato in una copia, e consolarmi che tutto il resto va bene… ricevute 20 telefonate, 10 facce nuove che vengono con le proposte più bislacche… e bisogna sentire, scrutarle, scegliere il giovane da aiutare e il presuntuoso da mettere subito alla porta”. Giuseppe Gangale lo ricorda “che veniva qui a Roma in terza classe, frettoloso, arruffato, con la grossa valigia carica dei suoi libri e dei suoi giornali che egli stesso distribuiva ai librai e collocava dai giornalai”. Nel 1923 sposa Ada Prospero, conosciuta negli anni di liceo, fedele compagna, ispiratrice, collaboratrice, che ne continuerà le battaglie, facendo della sua casa una scuola di antifascismo, fino alla Resistenza (di cui lascerà testimonianza in Diario partigiano, 1956). Nel 1925 nasce il loro figlio Paolo.

Poco più che adolescente, Gobetti aveva salutato con entusiasmo la rivoluzione russa, i consigli di fabbrica e l’occupazione della Fiat (1920): “Qui siamo in piena rivoluzione. Io seguo con simpatia gli sforzi degli operai che costruiscono un ordine nuovo. Non sento in me la forza di seguirli nell’opera loro, almeno per ora. Ma mi pare di vedere che a poco a poco si chiarisca e si imposti la più grande battaglia del secolo. Allora il mio posto sarà dalla parte di chi ha più religiosità e spirito di sacrificio”. Collabora a L’Ordine Nuovo, con interventi politici e soprattutto come critico teatrale, senza alcuna concessione divulgativa, rivolgendosi cioè al lettore operaio come a un intellettuale. Dirà di lui Gramsci: “Piero Gobetti non era un comunista e probabilmente non lo sarebbe mai diventato, ma aveva capito la posizione sociale e storica del proletariato… Egli scavò una trincea oltre la quale non arretrarono quei gruppi di intellettuali più onesti e sinceri che nel 1919-20 sentirono che il proletariato come classe dirigente sarebbe stato superiore alla borghesia”. Del fascismo capisce subito il tatticismo opportunistico e il quasi fatale successo: “Né Mussolini né Vittorio Emanuele hanno virtù di padroni, ma gli italiani hanno bene animo di schiavi”. Il fascismo è “l’autobiografia della nazione”. Prevede lucidamente che è destinato a durare, ma non per questo rinuncia a un’opposizione sempre più intransigente. Il compito è “salvare il futuro” delle giovani generazioni. Il suo antifascismo, prima ancora che scelta politica, è qualcosa di “fisiologicamente innato”, un’“irreducibile questione di principio”, di “istinto”, di “dignità”, di “stile”. Pochi giorni dopo la formazione del primo governo Mussolini, scrive: “Dobbiamo subire le persecuzioni che ci spettano”. Ciò che avviene puntualmente, con perquisizioni, sequestri, fino alla selvaggia aggressione del settembre ‘24 (tre mesi prima un telegramma del Duce ordinava al Prefetto di Torino: “rendere nuovamente difficile vita questo insulso oppositore governo e fascismo”). Soppressa La Rivoluzione Liberale, fonda Il Baretti, d’indirizzo più letterario, a cui collaboreranno giovanissimi Leone Ginzburg e Massimo Mila. Deciso a continuare la sua attività di scrittore e editore, che gli è inibita in patria, Gobetti va esule a Parigi, dove muore il 15 febbraio 1926.

lunedì 7 febbraio 2011

Quarta assemblea generale: i volti e le persone

Alcune delle persone intervenute alla nostra quarta assemblea generale, facce espressive ritratte da un bravo fotografo, nei vari momenti della giornata.
Clicca sull'immagine per vedere l'album

domenica 6 febbraio 2011

Quarta assemblea generale: il Comitato Direttivo


La quarta Assemblea generale di cittàcomune svoltasi sabato 5 febbraio 2011 presso la sala Giordano Bruno ha eletto il proprio Comitato Direttivo confermando Piergiorgio Bellocchio presidente e Massimo Gardani tesoriere. Il Comitato Direttivo è stato scelto nelle persone di: Piergiorgio Bellocchio, Gianni Bernardini, Livio Boselli, Maura Bruno, Giovanni Callegari, Daniela Cremona, Sergio Ferri, Massimo Gardani, Mario Giacomazzi, Giuliano Guidi, Sandro Miglioli, Francesco Serio, Simona Soffiantini, Marco Tanzi e Lara Zaghi. All'interno del Comitato Direttivo è stato successivamente nominato il Coordinatore nella persona di Giovanni Callegari.

sabato 4 dicembre 2010

Storia patria

"L’Italia s’è desta"
Un racconto sul Risorgimento

Le sezioni
ANPI e ANPPIA
di Casalpusterlengo,
in collaborazione con
in occasione del 150°anniversario dell’Unità d’Italia,
 
organizzano
un ciclo di tre incontri
presso l’Auditorium della
Scuola Media "G.Griffini",
V.lo Olimpo, Casalpusterlengo

4 dicembre 2010 ore 15.30
"Fatta l'Italia, fatti gli italiani?
I nodi irrisolti della storia della nazione."
Gianni D'Amo
Docente di storia e filosofia al liceo classico Novello di Codogno

domenica 24 ottobre 2010

1984 -lo spettacolo teatrale-

PIACENZA - TEATRO FILODRAMMATICI
- VIA S. FRANCA 33 - ORE 21

1984 (TEATRO - giovedì 28 ottobre ingresso euro 10)
Gli Incauti - Libera associazione teatrale - regia di Simone Toni








Brazil

(CINEMA - venerdì 29 ottobre ingresso libero)
Terry Gilliam (Gb-Usa 1985) - presentazione di Riccardo Anselmi

venerdì 15 ottobre 2010

Orwell e l'ombra lunga del totalitarismo

Piacenza - Teatro Filodrammatici, via S. Franca 33 - Mercoledì 20 ottobre ore 21

Orwell e l'ombra lunga del totalitarismo

La Fattoria degli animali e 1984

incontro a cura di Gianni D'Amo

Se il totalitarismo - per Orwell come per altri pensatori critici del Novecento, dalla Arendt a Adorno, da Anders a Bauman - è il venir meno negli individui della capacità di esperienza e pensiero, risultato della perdita di contatto con i propri simili e con la realtà circostante, allora è lecito interrogarsi sul presente. Per esempio, siamo sicuri che valanghe di frasi fatte e montagne di immagini virtuali non ingombrino oggi la nostra vita addirittura più pervasivamente che nella cupa antiutopia orwelliana?

venerdì 8 ottobre 2010

George Orwell, scrittore e militante


Piacenza - Teatro Filodrammatici,
via S. Franca 33
Mercoledì 13 ottobre ore 21

Da La strada di Wigan Pier
a Omaggio alla Catalogna.
GEORGE ORWELL, SCRITTORE E MILITANTE
incontro a cura di Piergiorgio Bellocchio

Irving Howe ha detto felicemente di Orwell: "Aveva il miglior naso della sua generazione: la sua mente poteva a volte tradirlo, il suo naso mai". Ma queste antenne così eccezionalmente sensibili agli odori immondi della miseria, dell'ingiustizia e della menzogna non sono, sappiamo, un dono di natura. Presuppongono una scelta etica netta, integrale, esigono un esercizio coerente e ostinato. La giustizia e l'uguaglianza, prima ancora di essere obiettivi politici, erano per Orwell la misura a cui conformare gli atti dell'esistenza quotidiana, l'occhio, il "fuoco" dell'attenzione.
(Piergiorgio Bellocchio, 1983)

venerdì 1 ottobre 2010

Orwell 2010

Orwell 2010 è una riflessione sulla prima metà del Novecento (e sul presente) a partire dalla vita e dall’opera di George Orwell, che da militante e scrittore ne ha attraversato i decenni decisivi, tra imperialismo e nazionalismo, condizione operaia e ragioni del socialismo, pace e guerra, speranze rivoluzionarie e involuzione autoritaria, società di massa e pulsioni totalitarie. Sempre teso a praticare le responsabilità etico-politiche dello scrittore.

Piacenza - Teatro Filodrammatici, via S. Franca 33 - Mercoledì 6 ottobre ore 21

Terra e libertà

(di Ken Loach, 1995)
ingresso gratuito, presentazione di Riccardo Anselmi

Cominciare con la Guerra civile spagnola (1936-1939) è ineludibile: lì Orwell, che vi partecipa direttamente, scopre la fraternità nelle rerlazioni umane come base del socialismo, lì incontra e subisce il totalitarismo, innanzitutto come menzogna e patente falsificazione della realtà. Il film di Ken Loach, Terra e libertà, ricostruisce in modo efficace il secolare sfruttamento dei contadini spagnoli e il tentativo di trasformare la guerra civile in radicale rivoluzione sociale. Nella seconda parte, il film ripropone esplicitamente la guerra interna al fronte repubblicano, a partire dal duro scontro che oppone comunisti, anarchici e trockisti a Barcellona nel maggio-giugno del 1937, subìto dallo stesso Orwell e prontamente documentato in Omaggio alla Catalogna...

venerdì 24 settembre 2010

Germoglia un quartiere

Quartiere 3


Domenica 26 settembre 2010
Biciclettata nel quartiere

Giovedì 14 ottobre 2010
Realtà del quartiere


Mercoledì 27 ottobre 2010

Sogni e bisogni...


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