
"Bloggopolis"
Le idee sono il motore di una realtà che vive e respira al di là della nostra sola mente. Ecco allora spuntare Bloggopolis, uno spazio contemporaneo per dar voce a una città saggia e antica che vuole parlare, dialogare e conversare del presente e del futuro. Una piazza in cui raccogliere, attraverso i vostri commenti, il 'sentiment' di una popolazione a volte silenziosa e timida, sicuramente generosa e propositiva. Una polis del nostro tempo, la cui piazza virtuale sia specchio di una città che ci sta a cuore. Piacenza ‘città comune’.
giovedì 31 maggio 2007
Tigri vere, tigri di carta

martedì 29 maggio 2007
Invito
Cittadini, l'ora della riscossa è scoccata, la sinistra sta rinascendo, araba fenice, costruiremo una grande arca, e partiremo alla conquista di spazi verdi e di fiumi dai pesci volanti.
Sconosciuto francese del 19 secolo, in ricordo dell'amico socialista
lunedì 28 maggio 2007
Conta che ti passa...
sabato 26 maggio 2007
Il 27 e 28 maggio vota per una
CittàComune

Non sceglierci solo per le nostre parole, ma per la nostra storia.
Leggi i nostri profili e scopri il nostro entusiasmo
http://www.cittacomune.com/candidati.html
venerdì 25 maggio 2007
Perle in Tempi Bui

Ma di lassù egli ha la possibilità di dare un segnale che lo può salvare.”
Walter Benjamin a Gerhard Scholem, 17 aprile 1931
Benjamin scoprì sin dal 1913 che i boulevard [di Parigi] sono costituiti da case che “non sembrano fatte per abitare ma paiono quinte di pietra, attraverso cui si cammina” (Lettere, 3). La città, nella quale è ancora possibile viaggiare circolarmente superando antiche porte, è rimasta in tutto e per tutto una città medievale, rigidamente chiusa nelle sue mura e protetta da incursioni esterne: una zona interna, ma senza le strette strade medievali, un intérieur all’aria aperta costruito e progettato in modo generoso, in cui il firmamento funge da maestoso soffitto. “Qui la cosa più sorprendente di ogni arte e di ogni attività è che esse conservano nel loro splendore le poche vestigia di originale e di naturale” (Briefe I, 421). Certo, esse vi infondono un nuovo lustro. Sono le facciate uniformi, che costeggiano le strade come antiche mura, a dare un senso fisico di riparo maggiore rispetto a qualsiasi altra città. Le arcades che collegano i grandi boulevard offrendo protezione contro il tempo inclemente esercitarono un tale fascino su Benjamin che finì per denominare la grande opera che progettava sul diciannovesimo secolo e la sua capitale con il semplice titolo Passagenarbeit (Le arcades); e tali passaggi coperti sono certamente i simboli di Parigi, perché chiaramente sono allo stesso tempo dentro e fuori, rappresentazione quintessenziale della forma di questa città. A Parigi un forestiero si sente a casa propria perché può abitare quella città allo stesso modo in cui vive dentro le sue quattro mura. E proprio come si abita un appartamento e lo si rende confortevole vivendoci invece che usandolo semplicemente per dormire, mangiare e lavorare, così un individuo abita una città passeggiandovi senza meta e senza scopo, sentendosi sempre protetto grazie agli innumerevoli cafés che si affacciano sulle strade e lungo i quali si articola la vita cittadina, costruita dal flusso dei pedoni. Ancora oggi Parigi è l’unica delle grandi città che può ancora venir comodamente attraversata a piedi e, più che altrove, la vitalità è data dalle persone che transitano lungo le strade, al punto che il traffico automobilistico odierno ne mette in pericolo l’esistenza non soltanto per ragioni tecniche. La desolazione di una periferia americana, o i distretti residenziali di molte città, dove tutta la vita in strada avviene sulle carreggiate automobilistiche e dove è possibile camminare sui marciapiedi, talora ridotti a semplici servitù di passaggio, per miglia e miglia senza mai incontrare un’altra persona, sono l’esatto opposto di Parigi. Ciò che tutte le altre città sembrano consentire, solo loro malgrado, alla feccia della società – il passeggio, l’ozio, la flânerie -, le strade di Parigi invitano a fare apertamente.
giovedì 24 maggio 2007
Show must go on….ma a che prezzo?

L'impazzare di politici da palcoscenico, giochi pirotecnici, musica e le kermesse indiavolate dei LaRussaFiniSgarbi e di chi ancora deve arrivare - non da ultimi (mancavano solo loro!) anche i ragazzi di Amici -, ha toccato il suo apice nell’esibizione reboante dell’ex-premier, la vera ed unica rockstar del momento. Questa politica-intrattenimento ha monopolizzato i nostri piccoli giornali, la nostra piccola rete televisiva, ha insomma invaso il piccolo mondo antico della nostra città per portare sostegno, appoggio e fare pubblicità ai candidati sindaci considerati più eminenti. E tutto questo per chi? Per cosa? Per la gente, forse, impegnata a barcamenarsi tra i prezzi cresciuti, i problemi ambientali, i disservizi sociali? Non credo proprio, altrimenti si sarebbe pensato forse di più a quanto tutto ciò è costato, in organizzazione, cene, pranzi, ricchi premi e cotillons…e probabilmente è costato tanto. Ma questo è accettabile? Sicuramente sarà necessario da un punto di vista mediatico, ma il principio mi atterrisce. Una piccola città, lo ripeto, normalmente poco considerata a livello italiano, di cui alcuni non sanno nemmeno bene l’esatta collocazione geografica (“Ma sarà in Emilia o in Lombardia?”), è diventata improvvisamente grande come un palcoscenico, per incarnare, secondo le logiche attuali, il principio dominante che sei ciò che appari, che puoi credere solo a ciò che vedi, ma non direttamente attraverso i tuoi occhi, comandati dal cervello, piuttosto attraverso la patina di uno schermo, sempre presente anche quando non si vede, e di cui si ha bisogno perché non si sa o non si vuole più sapere la differenza tra fiction e realtà. E la politica a cui abbiamo assistito ultimamente, e non solo a livello locale, è la concreta testimonianza di come essa si sia trasformata, diventando un’esibizione, uno show, una televendita, alla stregua, anche se in modo diverso o peggiore, dei noti circenses organizzati nell’antica Roma, sicuramente più copiosi del panem che si distribuiva o di cui avevano bisogno i cittadini, ma in grado di fare dimenticare, almeno per alcune ore, le concrete esigenze del momento.
Ormai, da lungo tempo, la cosiddetta “religione oppio dei popoli” è stata soppiantata dalla droga pesante dello spettacolo che, nel suo insieme di parole, luci, colori e suoni ha arricchito chi ne muove i fili, ma intorpidito le menti degli spettatori. E la politica, ne abbiamo avuto tanti esempi in questi giorni, ha consensualmente sposato questa logica, raccogliendo, a quanto pare, larghi consensi. Ma a che prezzo per i cittadini? A mio avviso un prezzo troppo alto: la perdita del senso critico della realtà.
Francesca Pisani
Democrazia, Paolo Rossi recita Pericle
Riproponiamo una clip di qualche tempo fa, che forse a molti è sfuggita. Con grande sagacia e ironia Paolo Rossi interpreta un discorso scritto da Pericle nel V secolo a.C. e tuttavia di un'attualità che lascia a bocca aperta.
Felicità, valore e dignità. Stato e democrazia. Udite, gente, udite...perché la Storia insegna.
24 maggio, La Città e la sua Misura, Orti di via Degani, h. 21

Emilio Politi
Appuntamento con "La città e la sua misura, ex-Acna e Madonnina casi limite" - Giovedì 24 maggio, Orti di via Degani, h. 21
lunedì 21 maggio 2007
Piacenza, I non luoghi
[...] avanzi e non ti è chiaro se sei già in mezzo alla città o ancora fuori. Come un lago dalle rive basse che si perde in acquitrini, così Pentesilea si spande per miglia intorno in una zuppa di città diluita nella pianura: casamenti pallidi che si danno le spalle in prati ispidi, tra steccati di tavole e tettoie di lamiere. Ogni tanto ai margini della strada un infittirsi di costruzioni dalle magre facciate, alte alte o basse basse come in un pettine sdentato, sembra indicare che di là in poi le maglie della città si restringono. Invece tu prosegui e ritrovi altri terreni vaghi, poi un sobborgo arrugginito d’officine e depositi, un cimitero, una fiera con le giostre, un mattatoio, ti inoltri per una via di botteghe macilente che si perde tra chiazze di campagna spelacchiata.
Così scriveva Italo Calvino a proposito della città immaginaria di Pentesilea in ‘Le città invisibili’ pubblicato per la prima volta nel lontano 1972.
Leggendo ‘sobborgo arrugginito d’officine e depositi, un cimitero, una fiera con le giostre’ a noi è apparsa davanti agli occhi l’immagine della ‘Caorsana’, il prototipo della periferia di Piacenza. Nel 1972 non si parlava ancora di logistica e quindi ci si limitava a officine e depositi. Ora, invece, se guardiamo dall’alto un’immagine della nostra città possiamo vedere una stupefacente macchia grigiastra che corrisponde agli enormi magazzini della logistica.
Se non vogliamo diventare un piccolo borgo aggregato ad un centro logistico attraversato giornalmente da centinaia di camion dobbiamo riflettere sulla logistica a Piacenza e più in generale sul modello di sviluppo della città. Modello che vede nella periferia la crescita esponenziale di centri commerciali, depositi, parcheggi e strade che come un ammasso tumorale avviluppano il centro cittadino.
Due anni fa abbiamo svolto una breve ricerca intitolata ‘Spazi Urbani di Confine’ che è sfociata in due mostre fotografiche ed una tavola rotonda.
Il nostro impegno nel voler riprendere il percorso di documentazione fotografica e come candidati di Città Comune è rivolto a proporre spunti di discussione alla cittadinanza ed all’amministrazione comunale affinché si possa ripensare coscientemente al modello futuro di sviluppo della città e attuare una gestione più consapevole dell’esistente polo logistico-commerciale.
Marco Salami, Sergio Ferri
sabato 19 maggio 2007
Piacenza, I vicoli ciechi della disabilità
giovedì 17 maggio 2007
Adottiamo il centro pediatrico in Sudan
Ma la malattia vera, qui, è la disperazione del campo profughi dal quale provengono, appena al di là dle recinto della piccola clinica pediatrica di Emergency. Un termitaio umano fatto di casupole di fango, paglia, vecchi sacchi di plastica o di juta, dove vivono in tutto 500 mila persone, di cui la metà ha meno di 14 anni: significa, per molti di questi, essere nati qui, credere che questa sia vita.
Nessuna descrizione può rendere giustizia a questo posto, manca comunque la percezione degli odori, del caldo estenuante, dell’aria immobile che sa di degrado, sfasci, totale assenza di prospettive. Insieme all’acqua, all’elettricità, alle fognature, a qualsiasi forma di lavoro e di istruzione, manca la speranza.
Esodi apocalittici alimentati dalle guerre tra il Nord arabo e musulmano e Sud afro-animista, carestie che hanno inaridito la terra e ucciso gli animali, i tristemente noti stermini del Darfur, hanno sradicato quasi tre milioni di persone riversate in campi profughi sorti alla rinfusa e mai più cambiati.
Come sempre a fare le spese di questa furia omicida sono i civili, non schierati con alcuno dei contendenti: chi è fortunato (o forse no) e sopravvive viene deportato in uno di questi campi. Parlare di interventi sanitari in una realtà così è un paradosso: nei pochi ospedali esistenti, fatiscenti e del tutto inadeguati, persino i parenti in visita pagano un ticket di ingresso.
La piccola clinica pediatrica di Emergency, cinque posti letto di day hospital, un programma di vaccinazioni, di educazione alimentare e igienica, cura 50 bambini al giorno. del tutto gratuitamente. Opera un team misto, sudanese e internazionale, di pediatri e infermieri. Niente è facile in un paese come questo. Ma se una speranza esiste non è retorico pensare che è dai bambini che si può ricominciare. Ristabilendo un principio di giustizia minimo, il loro essere uguali almeno in un diritto elementare, quello alla salute.
*Emergency, medico piacentino, campo profughi di Mayo, 14 maggio 2007.
Per informazioni emergencypc@virgilio.it, tel. 339/5732815, www.emergencypiacenza.it
mercoledì 16 maggio 2007
Sosteniamo D'Amo :-)
Ma la fortuna è una dea birichina...per questo è attivo il conto corrente per la raccolta fondi nel rush finale della campagna elettorale D'Amo Sindaco.
Intestazione : Comitato D'Amo Sindaco
Presso Banca Popolare Commercio e Industria - Via Verdi, 48 - Piacenza
C/C 10559
Codice ABI 05048
Codice CAB 12600
martedì 15 maggio 2007
Stavolta D'Amo, L'Inno Elettorale
In video Gianni Bernardini, autore ed esecutore del brano!
Revival 1, La Cronaca intervista Gianni D'Amo

Per un approfondimento riproponiamo l'intervista rilasciata da Gianni D'Amo a La Cronaca il 9 maggio 2007.
Revival 2, Libertà intervista Gianni D'Amo

Per un approfondimento riproponiamo l'intervista rilasciata da Gianni D'Amo a Libertà l'11 maggio 2007.
16 maggio, GIOVANI = DIVERSI

Modera Mattia Motta, giornalista di Libertà.
Il Prof e gli studenti, una storia di reciprocità

- È qui – gli dico - sei un candidato anche tu?
Così cominciamo a chiacchierare anche per ingannare il tempo.
- No, abbiamo appuntamento con altri miei compagni di scuola per fare la foto col prof.
- Ah! - provo a stuzzicarlo - come vi tratta il tiranno? Chissà che peso deve essere in classe!
- Affatto, - nel frattempo arriva un’altra sua compagna di classe e la discussione si estende anche a lei - il prof D’Amo ci piace molto, con lui abbiamo un bellissimo rapporto e ci fa studiare volentieri.
- Sarà come altri docenti!
- Non proprio, – attacca lei - con D’Amo siamo capaci di stare su un autore per settimane, altri invece ne trattano una decina in un’ora…
Ho molto piacere della piega presa dalla discussione e penso al lavoro che Gianni fa con i suoi ragazzi, alla capacità di trasmettere amore per la materia di studio a dei giovani, alla fortuna di questi nel ritrovarsi un professore in grado di far amare la storia e la filosofia, primo passo per amare di conseguenza la scuola.
Penso ancora che uno che, senza risorse finanziarie, è riuscito nell'impresa di mettere in piedi un’associazione, una sede, due liste con ottanta persone, uno che coinvolge partiti e stimola il dibattito politico nella città, che è capace nel suo delicato lavoro ad appassionare dei giovani (quando invece è luogo comune dire che i giovani non hanno interessi), che da svariate decine di anni interviene nella vita pubblica, ricevendo anche apprezzamenti dagli avversari politici...uno così è perlomeno un tipo da tenere in considerazione.
Non so se sia anche filosofo. So che se fosse così, sarebbe la dimostrazione che i filosofi concludono moltissimo.
Francesco Serio
Forza è anche Attualità di Pensiero

domenica 13 maggio 2007
14 Maggio, Caldarola (SDI) al D'Amo Point
Neanche a dirlo, vi aspettiamo numerosi a un appuntamento che si profila davvero interessante!
Urbanistica, I nostri obiettivi /4

Proponiamo la sistematica trasparenza e divulgazione delle negoziazioni fra pubblico e privato in tema urbanistico e di singoli interventi, delle regole ivi sottese (da definire ex-ante e non soggette esse stesse a negoziazione) e delle valutazioni dei vantaggi collettivi dei progetti urbani, che pesino correttamente anche costi e benefici su salute, qualità della vita, limitatezza della risorsa paesaggio. All’autoritarismo, che magari nasconde reciproci favori tra potere forte politico e poteri forti “altri”, opponiamo il principio della costruzione pubblica e condivisa dei quadri di significato e degli obiettivi riguardanti il complesso delle condizioni locali, prevedendo anche la discussione seria e aperta sulle possibili alternative all’iperconsumo, alla competitività territoriale e alla crescita ad ogni costo. Non può più essere rimandato un reale processo di partecipazione urbanistica, chiaramente impostato, che coinvolga anche i soggetti meno garantiti, che non avvilisca la responsabilizzazione e la fiducia costruite nel suo svolgimento. Molteplici sono le tecniche partecipative attuabili, ben altro sono le derive neo-corporativiste del piano strategico, le generiche raccolte dei bisogni o i convegni di informazione, anche se di alto livello, magari a decisioni già prese.
Urbanistica, I nostri obiettivi /3

Proponiamo che la cittadinanza, attraverso rinnovate ed effettive competenze tecnico-culturali e impegno propositivo delle amministrazioni che la dirigono e che la esprimono, ritorni ideatrice, padrona e controllore delle decisioni sulle trasformazioni che possono fare della città uno strumento utile alla società. Per le aree industriali dimesse, per i demani militari in via di alienazione, per le aree di frangia periurbana e in generale per tutte le piccole e grandi aree influenti sulla salute del sistema urbano, si propone di utilizzare opportune forme pianificatorie e gestionali per cui l’ente pubblico, fermo restando il legittimo profitto dei privati, recuperi la libertà di scegliere gli obiettivi, di progettare e mantenere il controllo delle fasi di lavorazione (ad es.: il modello nordeuropeo in cui l’ente pubblico acquista l’area, progetta, urbanizza e rivende agli operatori privati i lotti edificabili; la formazione di società pubbliche per la trasformazione urbana che gestiscono interamente l’operazione; i piani di iniziativa pubblica). In alcuni casi potrebbe invece essere auspicabile la formazione di beni comuni ad uso collettivo, attribuendo all’ente pubblico territoriale il ruolo di salvaguardia e individuando forme di gestione che consentano di riprendere il senso degli usi civici: la responsabilizzazione della custodia e la finalità di produzione di beni, servizi e lavoro per i membri della comunità e/o di utilità pubblica generale. Occorre fermare subito il consumo di suolo agricolo periurbano, per favorire invece chi sceglie di praticare un’agricoltura a basso impatto ambientale, orientata sulla produzione di qualità, con ordinamenti colturali riqualificanti il paesaggio e, soprattutto, concretamente legata alla città (ad es.: promozione di ripopolamento rurale, filiere corte, gruppi d’acquisto, dell’integrazione con funzioni sociale e didattica).
Urbanistica, I nostri obiettivi /2

Urbanistica, I nostri obiettivi /1

Proponiamo che, dalla pianificazione strutturale alle scelte operative, si rovesci l’ottica in cui conta nella città solo il “pieno” dell’edificazione, e si parta invece dagli spazi liberi, dai residui di campagna, dalle superfici colonizzate dal verde delle aree dismesse, e dagli spazi più o meno avaramente concessi agli usi collettivi, quali elementi nodali per il perseguimento della sostenibilità ambientale. Si ricominci a guardarla e organizzarla a partire dal pubblico e dal pedonale e dal vuoto e dal verde, anziché dall'individuale e dall'automobilistico e dal costruito e dall'asfaltato. Bisogna tornare a pensare
sabato 12 maggio 2007
Domenica 13 Maggio, Aperitivo Giovane

Noi vi aspettiamo domenica 13 maggio alle ore 18 in Piazzetta Sant'Agnese.
Guest DJ Chris Polecat, e poi food&drink per un APERITIVO all'aria aperta nella nostra città...voi portate la vostra creatività!
See you :-)
Giovani per D'Amo
venerdì 11 maggio 2007
Sabato 12 maggio, 10 idee per una città possibile.

D'Amo: "La mia città fatta per conoscersi"
Questo e molto altro nell'intervista rilasciata da Gianni D'Amo a Libertà, in edicola venerdì 11 maggio 2007. Leggi qui l'intervista
Quel Genio di un Ingegnere.

Quindi, ci chiediamo se invece gli ingegneri non pensino proprio mai, neanche prima di progettare? E se, nella loro furia di “concludere” e di non arrovellarsi, non ci sia forse il rischio di tralasciare cose essenziali? Tanto perché il pensare equivale a non concludere.
Peccato che il primo cittadino nella somma e profonda sintesi abbia tralasciato di menzionare, a fianco dei famigerati filosofi, anche i poeti ed i creativi in genere. In effetti, potrebbero assolutamente appartenere alla categoria inconcludenti, alla maniera dei pensatori tanto screditati dal nostro sindaco.
Un pessimo servizio reso dal nostro a tutta la categoria degli ingegneri, almeno di quelli che hanno la testa! Forse pensava di fare il brillante per sferrare chissà quale attacco ed è riuscito , invece, come i più impaperati centrocampisti, semplicemente a fare l’autogol della carriera. Un uomo di centrosinistra che ambisce al governo (per ora della città, ma qualcuno già prospetta un livello decisamente più alto), dovrebbe mostrare più amore per la cultura e più rispetto per l’intelligenza, partendo dalla propria per arrivare a quella degli altri. Eviterebbe qualche figura barbina di troppo, che da il senso della sua concezione politica e del rapporto con gli altri.
Ecco alcuni esempi di chiusura mentale balzati nella cronaca piacentina, con tanto scontento popolare: il litigio a telecamere accese e attrezzato di stampelle con gli ambulanti o quel rifiuto di incontrare i commercianti che, a torto o a ragione, lo contestavano, perché “io con chi mi contesta non mi incontro” o, ancora, lo scontro con i dipendenti comunali.
Un consiglio, quindi, ammesso che lo accetti: prima di sparare la prima banalità che gli salta in mente, sarebbe meglio che (è il caso di dirlo) ci pensi su. Farebbe non tantissimo, come ama fregiarsi lui, ma almeno il meglio per tutti. Garantito.
(In fig. un particolare de Il Pensatore di Rodin)
Fratelli d'arte: Alberto, Marco e Piergiorgio Bellocchio

Attraverso i loro percorsi culturali, artistici e anche politici, è possibile in qualche modo analizzare oltre quarant'anni di storia del nostro paese. La narrativa in versi di Alberto, che da ex sindacalista sa raccontare gli anni delle conquiste operaie; l'attività intellettuale di Piergiorgio, fondatore dei "Quaderni piacentini", la sua vivacità di saggista, critico letterario e militante; il cinema di Marco che ha rappresentato sullo schermo l'universo interiore, fino agli estremi della follia familiare (I pugni in tasca, L'ora di religione) e quello esteriore, cronachistico, fino agli estremi della follia politica (Buongiorno notte).
La manifestazione è promossa dalla presidenza della Regione Abruzzo e il Teatro Stabile d'Abruzzo, in collaborazione con l'assessorato alle politiche regionali per i beni e le attività culturali e l'Accademia dell'Immagine.
Resta solo una domanda: Perché non a Piacenza?
giovedì 10 maggio 2007
11 Maggio, Questa sera appuntamento in Piazza Cavalli

Vi aspettiamo numerosi nella piazza comune. Passaparola!
Volti-Amo Pagina

Non saranno santi...ma ai santini ci pensano, eccome!
D'Amo li chiama, loro rispondono...e all'appello ormai non manca più nessuno. Sono persone come voi, con storie uguali alle vostre. Diversi ma solidali. In comune una passione: Piacenza. E noi, per amore della verità, li abbiamo schedati.
Se la curiosità non vi manca, navigate fino a Cittàcomune. Le loro storie vi aspettano.
mercoledì 9 maggio 2007
Confessioni di un prigioniero di sinistra

Io, che temo la ghigliottina politica alle prossime elezioni comunali. Io, che sono afflitto dal senso di responsabilità e recidivo alle insidie. Io, che non posso permettermi di regalare un voto per passione o sentimento, per affinità o per pensiero. Io, che sono stratega in un mare di furbizia aleatoria. Io, che credo alla forza delle idee, ma che non amo il rischio elettorale. Io, che ogni giorno mi domando: “Ma se voto D’Amo, poi vince Squeri?”. Io, che non cedo dalle mie posizioni e non permetto a simpatia, stima ed entusiasmo di trionfare sul pragmatismo del voto elettorale. Io, che per non far vincere la destra, faccio a sinistra quello che in questi casi ormai si fa ovunque - speculare alla destra. Io, che cocciuto prendo posizione e mi schiero dietro a un dito, dietro a un uomo, dietro a un partito - e nel frattempo la mia sagoma scompare. Io, spersonalizzato di sinistra che anche se scontento voto proprio la scontentezza perché gli altri, timorati come me, faranno lo stesso - non oseranno. Io, che voglio stare dove stanno tutti - o a destra o a sinistra. Io, uomo scisso in un mondo scisso, che vivo beato in un budino tagliato in due e che gli avanzi li lascio nel piatto. Io, che ho perso il sapore dell’identità, il gusto della passione, il piacere della novità, il trasporto della realtà. Io, che nella mia ossessione del dualismo destra-sinistra ho dimenticato il senso dell’opportunità e ho smarrito la prospettiva. Io, che nel terrore dell’avversario non mi raccapezzo più e smetto di scegliere tra le possibilità. Io, che cavalcando la mia dignità consegno a paura e tatticismo il sigillo della mia fedeltà.
Territorio, Lo sterminio dei campi

Andrea Chiappini
Tutti per D'Amo, D'Amo per tutti!

Lo sprint elettorale nei sorrisi dei tanti accorsi a sostenere il buon politico (parola dell'autorevole Pier Giorgio Bellocchio)
Run D'Amo Run!
I requisiti del buon politico: passione e capacità, di Pier Giorgio Bellocchio
La grande maggioranza dei politici in circolazione realizzano poi il capolavoro catastrofico di accoppiare incompetenza a disonestà. Con il contorno di incultura, ignavia, arroganza.
Un buon amministratore pubblico dovrebbe essere dotato anche di realismo: cioè la capacità di vedere i problemi, oltre che sotto il profilo della pubblica utilità, nell'ottica della loro pratica realizzabilità, con una seria valutazione di costi e benefici. E ancora, occorre energia, tenacia, determinazione.
Un'altra qualità indispensabile è l'attenzione agli altri, la disponibilità ad ascoltare e imparare, anche dagli avversari, e soprattutto dai cittadini: cioè, in pratica, la democrazia. E' un caso molto raro che queste qualità si trovino riunite in una persona. Parlo di Gianni D'Amo. Perché una persona così dotata sceglie di dedicarsi a un'attività poco gratificante come la politica locale?
La risposta è semplice: D'Amo ha la passione della politica. Quella speciale vocazione per gli studi, la ricerca, la religione, le arti, le professioni, l'imprenditoria, una volta c'era anche per la politica, e se ne potrebbero dare tantissimi esempi, dai più illustri ai più modesti. Una passione scomparsa: ora abbiamo soprattutto dei profittatori della politica.
E' una fortuna insperata che i cittadini abbiano l'opportunità di farsi rappresentare da una persona che ama la politica, che della politica ha un concetto molto alto: finalmente un politico vero, autentico.
(Nella foto in alto: Pier Giorgio Bellocchio)
martedì 8 maggio 2007
Contro la Pena di Morte, D'Amo legge Orwell
All'incontro indetto dai radicali per la moratoria contro la pena di morte, è intervenuto anche Gianni D'Amo, che ha letto un brano tratto da "L'Impiccagione" di George Orwell.
Spirito Giovane

lunedì 7 maggio 2007
CI VUOLE PASSIONE, PAROLA DI GIANNI D'AMO
Piazza Cavalli, h. 11.30. Un comizio vecchio stampo, con parole di rinnovato entusiasmo e pragmatismo.
Prossima Tappa: Muntà di Ratt
Ma chi ha tempo non perda tempo...perché è già ora di pensare alla prossima tappa dell'avventura elettorale targata Gianni D'Amo. Prendete nota: martedì 8 maggio alle h. 18 tutti i sostenitori alla candidatura del professore sono attesi sulle scalinate di via Mazzini, alla Muntà di Ratt.
Non siate timidi! Vi aspettiamo per condividere un altro momento insieme. Arrivederci.
domenica 6 maggio 2007
Partecipazione...a parte

In questi cinque anni alcuni episodi hanno visto su fronti opposti il centrosinistra in Comune e una sua minoranza più critica. Parliamo in primis della questione della delocalizzazione dell’area ex-Acna ma anche a quella di Via Venturini e agli sviluppi del progetto sul Palazzo degli Uffici. Tre vicende in cui la minoranza si è distinta per il valore dei suoi protagonisti, che hanno adottato una linea di non accettazione passiva, che hanno avuto il coraggio di opporsi dall’interno, che hanno poi convinto e coinvolto in questa impresa altre componenti politiche, e che infine hanno ottenuto il supporto indispensabile dei forum di autorganizzazione partecipata nati nella società piacentina.
Francesco Serio
(Foto: Il degrado dell'ex Acna)
Questione di poltrone? No, grazie.

Ladies and gentlemen, ecco le accuse più frequenti (e ormai stereotipate) che ci sentiamo rivolgere da coloro che pure sono o dovrebbero essere quelli a noi politicamente più vicini. E pazienza se quelle accuse arrivano da chi si prende poco la briga di informarsi o da chi è informato sui fatti, eppure vive il confronto in maniera manichea “perché bisogna sconfiggere l’avversario”. La pazienza però scappa se quelle accuse arrivano direttamente da chi invece da molto tempo facilita la vittoria della destra praticando la spartizione dei posti e accettando le “regole del gioco”. Quelli che il berlusconismo lo praticano da vicino e magari “da sinistra”, mirando alla personalizzazione politica estrema e condividendo nella pratica un metodo che non ammette critiche. Quelli che la sanno lunga, che conoscono gli ingranaggi della macchina politica…quelli che “non bisogna disturbare il manovratore”.
Siamo seri! Se qualcuno tra noi ambisse ai troni comunali opterebbe per strade più facili, quelle del compromesso, strade che molti dei professionisti della politica nostrana percorrono da tempo, cavalcando le onde del momento e gli entusiasmi degli slogan...quelle che hanno proposto anche a noi. E allora, D’Amo e Cittàcomune aspirano alle poltrone? Ringraziamo per l’attenzione, ma ci teniamo a smentire che sia questo il motore del nostro progetto, ricordandovi che non saremmo qui a percorrere le vie più difficili per dar voce ai cittadini confinati al silenzio, affrontando di tasca nostra spese economiche ed energetiche per creare sedi, liste e candidati con le incognite che ne derivano e gli attacchi che questo suscita. Ma soprattutto abbiamo scommesso su una concezione che ai nostri tempi è purtroppo archiviata come diversa e obsoleta: il ritorno alla Politica autentica, che si fa nelle piazze oltre che nel Comune, con la gente oltre che il partito, con pragmatismo e sentimento. Solo così l’interesse prevalente è la comunità.
E soprattutto la popolazione si sente partecipe, attiva, soggetto.
Focus: Immigrazione

Gli immigrati sono diventati il nostro prossimo. Certo un prossimo che non è sempre accomodante, non sempre ci piace, non sempre risponde ai nostri canoni culturali ma è un prossimo al quale non possiamo solo chiedere di lavorare nei cantieri o nelle condizioni più disagiate (magari in nero), per poi imporgli di nascondersi o assoggettarsi al nostro modello, che nessuno ha stabilito sia il migliore.
La questione dell’immigrazione è effettivamente un tasto delicato e al contempo inevitabile. Per questo la nostra coalizione sta mettendo a punto un programma che affronti l'argomento in maniera approfondita. Naturalmente i programmi si possono integrare e non sempre una messe corposa di temi trattati può o vuole dire che siamo in grado di rispondere a tutto. Ma siamo liste innanzitutto civiche, che intendono guardare alle tematiche sociali con realismo e senza false promesse. Lasciamo siano altri quelli che si propongono tuttologhi e solutori definitivi. Cittàcomune, invece, apre le porte a una discussione civica che sia spunto per un’iniziativa pubblica e collettiva.
Di sicuro non saremo noi a proporre domande dello spessore riportato dalla pubblicità di cui sopra.
Francesco Serio
venerdì 4 maggio 2007
1,2,3, COMIZIO
Potevamo stupirvi con effetti di “distrazione di massa”. Potevamo scegliere di accattivarci la vostra benevolenza con aperitivi da capogiro, stuzzichini da leccarsi i baffi e una manciata di illustri testimonial da copertina, e adeguarci così al clima di una politica show…spesso solo show.
E invece Sabato Trippa. Scegliamo la sostanza. Con un comizio vecchia maniera, con Gianni D’Amo in prima linea e maniche di camicia, che illustrerà insieme ai sostenitori della sua candidatura le idee e i progetti che animano il suo pensiero politico. Un comizio, quindi, per dimostrare concretamente che questa koiné di persone, apparentemente eterogenea per età, formazione ed esperienze, si avvale sia dei nuovi mezzi di comunicazione in rete, sia di strumenti più tradizionali e diretti. Un comizio, infine, per rendere tangibile l’idea portante del gruppo secondo cui i programmi canonici ed i rapporti mediati e mediatici non sostituiscono quelli im-mediati, ovvero il contatto diretto tra persone che sono anche corpi, sudore, timbri di voce, espressioni del volto….
martedì 1 maggio 2007
1 maggio, lavoratori in festa

Quest'anno Piacenza festeggia il 1 maggio con un grande concerto di Enrico Ruggeri in Piazza Cavalli in onore dei lavoratori e contro le troppe gravissime morti bianche che funestano l'Italia e che meritano non solo l'attenzione dell'opinione pubblica, ma una politica mirata a garantire la sicurezza di tutti i lavoratori. Auguri a tutti!