"Bloggopolis"

La Piazza delle Idee nella Città del Dialogo

Le idee sono il motore di una realtà che vive e respira al di là della nostra sola mente. Ecco allora spuntare Bloggopolis, uno spazio contemporaneo per dar voce a una città saggia e antica che vuole parlare, dialogare e conversare del presente e del futuro. Una piazza in cui raccogliere, attraverso i vostri commenti, il 'sentiment' di una popolazione a volte silenziosa e timida, sicuramente generosa e propositiva. Una polis del nostro tempo, la cui piazza virtuale sia specchio di una città che ci sta a cuore. Piacenza ‘città comune’.


domenica 29 aprile 2007

Disabili, diversamente abili o esigenze diverse?


Fig. - Barriere architettoniche a Piacenza.

La parola disabile ha mano a mano rimpiazzato, nel segno della spesso ipocrita ma comunque 'politica' correttezza, altri termini sicuramente meno raffinati ma comunque più concretamente riferiti agli impedimenti contro cui la persona interessata si deve scontrare, e non solo per la condizione che le è stata data di vivere, ma sovente anche per la mancanza di strutture, a livello sociale, che la possano agevolare. Parliamo delle purtroppo famose barriere architettoniche. Marciapiedi impraticabili, mezzi pubblici assolutamente inadeguati, traffico frenetico, edifici dagli ingressi ancora inarrivabili per certuni ed ancora, troppe, strutture private ed esercizi pubblici impraticabili che rendono impossibile al cosiddetto disabile la fruizione dei minimi servizi che lo possono fare sentire una persona e un cittadino a pieno diritto. E alla stessa stregua vengono “segretamente” emarginati anche coloro che hanno acquisito un differente modo di esercitare le loro abilità, perché il tempo è passato sottraendo loro vigore e sicurezza: gli anziani, nostri padri, nostri nonni, nostri vicini, nostri maestri di vita. Benché un dono sia sempre ben gradito, non basta garantire loro l’accesso incondizionato e gratuito ai mezzi pubblici: se le persone oggetto del dono hanno problemi di deambulazione, come potranno utilizzarli?
È davvero ora che la demagogia o i pietismi linguistici lascino spazio ad una forse più nuda, ma sicuramente più attenta e quindi umana attenzione delle esigenze di tutti, anche quelle di cui tanto si parla a livello astratto senza agire concretamente affinché la “differenza” voglia ancora dire “ricchezza” e non “emarginazione”. Francesca Pisani

1 commento:

Anonimo ha detto...

Un detto indiano recita: "Per capire da dove viene un uomo, cammina per qualche miglio con i suoi mocassini".
Se non riusciamo a farlo, perlomeno proviamo a immaginarlo, e forse allora capiremo l'umiliazione e la frustrazione di tanti disabili in una società che erige barriere insensate, che è pubblica ma non accessibile, che è civile ma non non accoglie. Una società superficiale.
Teniamo conto della diversità. Perché è una ricchezza, non un disagio da sottolineare!